Mafia, Maria Falcone: “Su strage via D’Amelio ancora lontani da chiarezza”

“Sulla strage di via D’Amelio siamo ancora lontani da una chiarezza a livello investigativo. Negli anni sono state scoperte tante cose, il pentito Spatuzza ci ha permesso di scoprire imbrogli che coinvolgevano anche parte delle istituzioni, cosa che mi ha profondamente addolorato, ma la verità è ancora lontana e tanti perché rimangono insoluti”. Così Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni ucciso dalla mafia nella strage di Capaci del 1992, commenta con l’Adnkronos la chiusura delle indagini da parte della Procura di Caltanissetta sul clamoroso depistaggio dell’indagine sull’attentato al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta. La procura si appresta a chiedere un processo per il funzionario di polizia Mario Bo e i due poliziotti Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, i quali avrebbero costretto il falso pentito Vincenzo Scarantino a fare nomi e cognomi di persone innocenti. “Non so se arriveremo mai a delle risposte – aggiunge Falcone – almeno per Giovanni ci sono state delle sentenze che hanno scritto la parola fine”. E sulla strage di Capaci aggiunge: “Non so se anche in quel caso ci sia stato il coinvolgimento di pezzi delle istituzioni. Sono abituata, come diceva Giovanni, a parlare con le prove provate”.