Agrigento, convegno in ricordo del prefetto Antonio Manganelli

Martedì, 20 marzo 2018, ore 17,30, presso il Circolo Empedocleo di Agrigento, avrà luogo il convegno in ricordo di Antonio Manganelli, Prefetto-Capo della Polizia. Nell’ambito dell’evento sarà presentato il libro di Paolo Cilona: “Antonio Manganelli-cinque anni dopo”. Interventi introduttivi: Calogero Firetto, Sindaco di Agrigento, Gaetano Marongiu, Delegato prov. ANIOC. Relatori: Maurizio Auriemma, Questore di Agrigento, Salvatore Cardinale, già Presidente della Corte d’Appello di Caltanissetta, Paolo Cilona, Presidente CEPASA, Sig.ra Adriana Manganelli, Filippo Dispenza, Prefetto e Direttore della Direzione Centrale Affari Generali P. S. Coordinatore: Salvatore Fucà, giornalista, scrittore, storico. Interventi letterari: Giuseppina Mira e Daniela Ilardi, poetesse. Organizzazione a cura del CEPASA, Presidente Paolo Cilona e dell’ANIOC, Delegato prov. Gaetano Marongiu. Antonio Manganelli ha dimostrato “alto senso delle istituzioni, rigore e assoluto equilibrio”. È stato “numero uno come poliziotto e per le sue qualità morali”. “Un eccezionale servitore dello Stato. Ha speso la sua carriera a proteggere gli onesti”. “Il tempo giudica e misura la fragilità e la grandezza umana: distrugge l’uomo e ne conserva l’opera. Quando l’opera manca, la fragilità trionfa e dell’uomo nulla resta. Quando l’opera resta, la sua grandezza trionfa e dell’uomo la parte migliore non muore. Antonio Manganelli durante il suo cammino terreno fu di sicuro un grande. Ancora adesso, a distanza di cinque anni dalla morte, Antonio Manganelli è “Il Capo”. Così lo chiamavano e ancora lo ricordano con affetto migliaia di poliziotti sparsi in tutta Italia. Era “Il Capo” per antonomasia. Poliziotto di rango, uomo leale, forte e generoso. Il suo modo di fare e di agire fu sempre molto apprezzato. La sua missione fu quella di innovare la Polizia di Stato, di renderla più aderente ai bisogni del territorio e della gente. La sua vita fu caratterizzata da grande idealità. Era il poliziotto che correva in aiuto di chi ne avesse bisogno. D’altronde era stato educato al rispetto per le regole. Un principio tanto caro all’uomo in divisa che godeva della stima e della fiducia di tutti i rappresentanti delle istituzioni, della gente e delle comunità locali. Antonio Manganelli amava dialogare con tutti e sapeva aggregare. Gli era riconosciuta l’imparzialità nell’azione investigativa al di là delle ineluttabili critiche da parte di certi ambienti della politica. Il suo percorso umano e professionale costituiva e costituisce ancora oggi un grande esempio per le future generazioni”.