Uccisa nel Siracusano, il padre: mia figlia chiese aiuto ma non fu ascoltata, lui possessivo e violento

“Il suo compagno era possessivo e violento, la picchiava sempre”. Lo dice all’Agi Andrea Petrolito, padre di Laura, la ventenne uccisa e gettata in un pozzo a Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa, dal suo compagno adesso in carcere. “Poco tempo fa – ha detto davanti alle telecamere della Tgr Rai Sicilia – aveva chiesto a un assistente sociale di andare a vivere in una comunita’. Se questo assistente sociale avesse fatto il suo lavoro in modo giusto, adesso Laura sarebbe ancora viva”.

“Siamo davanti a una escalation di femminicidi, un vero e proprio incremento di delitti nei confronti di donne. Oggi una mamma e’ stata uccisa a Napoli davanti alla scuola dove aveva appena accompagnato la figlia, e ora si ricerca il marito gia’ denunciato per maltrattamenti, ieri a Siracusa una giovanissima donna e’ stata gettata in un pozzo dopo essere stata accoltellata dal compagno per gelosia. Altre due orribili tragedie, altre due vittime innocenti, una deriva che dobbiamo fermare”. Lo dice il parlamentare del Pd, Cosimo Maria Ferri. “Le leggi esistono e sono valide, quella sul femminicidio e’ stata inasprita ma per sradicare questo fenomeno l’impegno si deve concentrare innanzitutto sul fronte dell’ascolto, percepire i segnali di disagio, gli abusi, le persecuzioni e monitorare – continua -. Lo Stato deve fare in modo che le donne si sentano protette e le deve proteggere, le vittime di stalking devono essere consapevoli che, quand’anche il persecutore fosse un ex fidanzato o un ex marito, fondamentale e’ la denuncia che puo’ evitare la degenerazione in reati molto piu’ gravi. Cosi’ come la certezza della pena, e’ cruciale dunque la prevenzione, a partire da una sensibilizzazione su questi temi che parta dall’educazione al rispetto dei diritti umani nelle scuole”.