Università Agrigento, M5s: “A chi giova chiudere corso Beni culturali?”

Nonostante le rassicurazioni dell’amministrazione e della maggioranza in Consiglio in questi mesi, ho letto, con sgomento, l’eliminazione dei corsi di laurea dall’università di Agrigento. Le nomine politiche dei vertici del CUA si avviano a chiudere le porte dell’ateneo agrigentino. Perché non si riesce a mantenere un corso di laurea come Beni culturali che ospitava studenti che venivano anche da altre parti d’Italia? Eppure studiare queste materie ad Agrigento da una marcia in più. A chi giova chiudere? Mancano i soldi o è una volontà politica? Senza Palermo il CUA sembra non avere più una gamba: è indispensabile? Perché non aprirsi a nuove opportunità?”. A porre questi interrogativi è la consigliera comunale di Agrigento Marcella Carlisi, del Movimento 5 stelle, che aggiunge: “Mancano i soldi? Però spesso si trovano per spese voluttuarie. Il Comune di Agrigento si lava la coscienza. Leggo nelle misure correttive per la Corte dei Conti stilate dall’amministrazione di Agrigento:
con nota prot 99788 del 20/12/2017 è stata notificata al Consorzio universitario di Agrigento la volontà dell’ente di ridurre la quota di partecipazione annua per l’importo di € 47mila manifestando la disponibilità ad offrire in concessione un immobile del centro storico con canone annuo corrispondente alla residua quota di partecipazione residua di 103mila euro! Dunque meno soldi in cambio di un immobile da ristrutturare non si sa con quali soldi dal CUA che, al momento, non avrebbe nemmeno il necessario per pagarsi il trasferimento. Perché quando la provincia voleva offrire gli immobili dove attualmente si trova è stato detto di no? Perché in quel caso servivano i soldi e non gli immobili? E così Agrigento cambia e rinasce come capitale della cultura ma senza la cultura”.