Mafia: processo all’editore Ciancio, comune Catania e Libera parti civili

Le costituzioni di parte civile hanno caratterizzato la prima udienza del processo all’editore Mario Ciancio, accusato di concorso esterno all’associazione mafiosa. Dopo l’udienza di oggi sono cinque le parti civili ammesse: i fratelli Montana, Sas Impresa e l’Ordine dei giornalisti si erano gia’ costituiti all’udienza preliminare. Oggi il giudice ha ammesso l’associazione Libera e il Comune di Catania. Unico escluso dal dibattimento e’ il comitato “No Pua”. L’accusa rappresentata dai pm Antonino Fanara e Agata Santonocito e dal procuratore aggiunto Francesco Puleio, ha presentato al tribunale una lista di quasi cento testi, tra imprenditori, giornalisti e collaboratori di giustizia dell’area palermitana e catanese di Cosa nostra. Tra questi gli imprenditori Maltauro e Bissoli (per il caso Pua) e Mariano Incarbone, condannato nel processo Iblis. La Procura ha anche chiesto una perizia per la trascrizione di decine di intercettazioni che vedono protagonista l’editore catanese. Il difensore di Mario Ciancio, l’avvocato Carmelo Peluso, ha citato come testimone, oltre a numerosi imprenditori, il sindaco Enzo Bianco. Il processo, come riporta l’Agi, e’ stato rinviato al prossimo 10 aprile.