Peculato, Ingroia: punito perché ho rotto omertà istituzionale

“Esprimo tutta la mia indignazione per un trattamento, da parte della Procura di Palermo, che non e’ pari a quello riservato agli altri. Non capisco infatti per quale motivo gli amministratori che mi hanno proceduto, che sono quelli che hanno sperperato, sono stati risparmiati da qualsiasi indagine nonostante le mie denunce, mentre l’unico nei confronti del quale si sono invece aperti procedimento penali e’ colui il quale ha denunciato quei fatti gravissimi. Cosa devo pensare allora? Che si vuole punire chi ha denunciato quei fatti? Che si vuole punire il sottoscritto perche’ ha tagliato le spese di quella societa’? Perche’ bisogna mantenere una sorta di omerta’ istituzionale? Mi rifiuto di credere che sia cosi’, ma ho il dovere di dire la mia di fronte a questa massiccia disinformazione”. Lo ha affermato l’ex pm di Palermo, Antonio Ingroia, nel corso di una conferenza stampa da lui convocata a Roma per chiarire la sua posizione in seguito ai sequestri predisposti nei suoi confronti dalla procura di Palermo, che indaga per peculato nei suoi confronti relativamente all’attivita’ che ha svolto in qualita’ di liquidatore della societa’ Sicilia e servizi.

“Non sfuggo al chiarimento sui fatti. Avendo salvato quella societa’, la legge prevede una indennita’ di risultato, lorda, che in questo caso era di 100mila euro, piu’ 17mila euro di Iva. Bene, questi 117mila euro che lo Stato vuole indietro e che mi accusa di essermi intascato, in buona parte li ho gia’ restituiti pagando l’Iva e le imposte. Restano circa 50mila euro netti e questa sarebbe la maxi cifra che si sarebbe messa in tasca Ingroia? E’ un’accusa indegna che respingo al mittente. Quanto poi ai rimborsi negli hotel 5 stelle, faccio notare che si tratta di una categoria di alberghi che spetta anche agli alti dirigenti dello Stato. Insomma, sono gli stessi alberghi di cui si avvalgono i pm quando vanno in missione”,  ha affermato Ingroia come riporta l’Agi.