Mafia, ex pm Di Pisa: “Ricordo omicidio Beppe Montana è ancora doloroso”

“Il ricordo di Beppe Montana, ancora oggi mi suscita grande dolore e cio’ per un duplice motivo, sia perche’ con Beppe Montana, che dirigeva la Squadra catturandi della Squadra mobile di Palermo da lui ideata e creata, si era istaurato un intenso rapporto di collaborazione e quasi di amicizia, sia perche’ tocco’ proprio a me occuparmi delle prime indagini sull’omicidio”. Lo dice all’Ansa l’ex magistrato Alberto Di Pisa, ex componente del pool antimafia di Palermo ricordando l’omicidio, il 28 luglio ’85 del commissario Montana cui ieri e’ stata intitolata la questura di Agrigento. ”Ricordo – aggiunge – come, ogni qualvolta arrestava un latitante, veniva nel mio ufficio in Procura per comunicarmelo e mi diceva ‘Glielo dico perche’ so che a lei fa piacere e apprezza il lavoro mio e della sezione catturandi’. Pochi giorni dopo l’uccisione del consigliere istruttore Rocco Chinnici disse: ‘A Palermo siamo poco piu’ di una decina a costituire un reale pericolo per la Mafia. E i loro killer ci conoscono tutti. Siamo bersagli facili purtroppo. E se i mafiosi decidono di ammazzarci possono farlo senza difficolta”. Ma malgrado la consapevolezza dei pericoli a cui si esponeva nell’operare contro l’organizzazione mafiosa, non arretrava nell’impegno volto alla ricerca dei latitanti anche dei piu’ pericolosi. Basta dire che pochi giorni prima di essere ucciso aveva scovato ed arrestato otto latitanti interrompendo un summit di Mafia”. ”Montana – conclude – collaborava con Rocco Chinnici nell’educare i giovani alla legalita’ e fu il principale animatore del comitato in memoria di Calogero Zucchetto, agente della polizia di Stato anche lui ucciso dalla Mafia. Questo era Beppe Montana al di la’ delle commemorazioni piu’ o meno retoriche da parte di chi non lo aveva conosciuto e con lui non aveva lavorato. Io credo che tutti i giovani e non soltanto quelli che vorranno indossare la divisa della polizia dovrebbero conoscere la storia di questo poliziotto che della lotta alla Mafia aveva fatto quasi uno scopo di vita”.