Ambiente e assetto idrogeologico in Sicilia, Cordaro: “Ecco le misure in Finanziaria per scongiurare infrazioni Ue”

Le misure inserite dal Governo regionale nella legge finanziaria 2018 prevedono, per quanto riguarda l’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente, alcuni interventi strutturali necessari a rimuovere gli ostacoli che, negli anni, hanno impedito la pianificazione di ambiti sensibili in materia ambientale generando da parte dell’U.E. infrazioni che hanno comportato un significativo aggravio di costi a carico del bilancio regionale. Piano dell’Assetto Idrogeologico, Piano della qualità dell’aria, Piano delle sorgenti elettromagnetiche, Piano dell’inquinamento da Radon, Piano delle aree ad elevato rischio Ambientale (aree di Gela, Milazzo e Priolo), Piano generale delle ispezioni degli impianti di competenza della Regione, Piano di mitigazione dell’inquinamento acustico, Pianificazione in materia di aree naturali protette, sono solamente alcuni degli strumenti di pianificazione previsti dalle norme comunitarie di cui la Sicilia risulta ad oggi sprovvista.

“La pianificazione è lo strumento principale e necessario per operare scelte di sviluppo strategico per la Regione”, dichiara l’Assessore Toto Cordaro. “Attraverso la legge Finanziaria – aggiunge – abbiamo cercato di creare le condizioni per metterci al passo con le altre regioni del Paese, valorizzando al massimo le risorse su cui l’Amministrazione può contare”. Quella della pianificazione in materia ambientale è un’attività tecnica che richiede il ricorso a personale altamente specializzato su cui la Regione può contare grazie a convenzioni ad hoc stipulate con l’ARPA (Agenzia regionale per la Protezione Ambientale). La deroga alle assunzioni di personale prevista in  finanziaria consentirà all’Agenzia di dotarsi di unità di personale specializzato ed operare con il necessario piglio alla realizzazione dell’attività istituzionale nel rispetto delle norme tecnico-giurdiche e di quelle economiche, aspetto quest’ultimo possibile grazie al fatto che l’ARPA è dotata di un bilancio proprio e non grava, quindi, sulle casse della Regione.

Nella direzione di una riorganizzazione strutturale va letta, inoltre, l’istituzione dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia. L’Autorità di bacino, prevista dalla legge finanziaria  come ente di diritto pubblico, riassumerà in unico organismo le competenze in materia di acque oggi distribuite tra diversi assessorati e organismi con perdita di risorse e capacità progettuale e gestionale. L’Autorità di Bacino si occuperà in particolare di difesa del suolo e mitigazione del rischio idrogeologico, risanamento delle acque, manutenzione dei corpi idrici, fruizione e gestione del patrimonio ambientale in osservanza degli obblighi derivanti dalle direttive U.E di settore.