Venerdì Santo: processioni in tutti i centri dell’Agrigentino, diretta online da Cattolica Eraclea

Lo scorso anno, in piazza San Domenico, dopo che Gesù era stato deposto dalla Croce e dopo la processione dell’urna, l’arcivescovo di Agrigento: il cardinale Francesco Montenegro aveva tuonato contro il malaffare, le mafie, la massoneria, i politici infedeli al mandato elettorale, contro imprenditori e funzionari pubblici corrotti. «Una politica per lo sviluppo e il lavoro sembra latitante – aveva detto don Franco come ricorda il Giornale di Sicilia – quando la cultura si spegne, la violenza vince”». Ben 365 giorni dopo, non è cambiato molto. Anzi. Ed è dunque possibile che anche questa sera don Franco cerchi di scuotere le coscienze degli agrigentini. Oggi, la processione con Gesù appassionato inizia alle 9 dalla cattedrale. Alle 10, al Santuario dell’Addolorata, l’incontro dei simulacri di Gesù e dell’Addolorata e poi alle 14, alla chiesa di Sant’Alfonso, la Crocifissione. Mezz’ora dopo, inizierà la preghiera animata dalla parrocchia Sacro cuore di Gesù. Alle 15,30, la meditazione sulle «Sette parole» e la predica di don Giovanni Amico. Alle 16,30, la preghiera animata dalla confraternita Maria Santissima dei sette dolori. Alle 18, la celebrazione della Passione del Signore e l’adorazione della Croce presieduta dall’arcivescovo. Un’ora dopo, «Canti sotto la Croce» dell’associazione filarmonica Santa Cecilia e alle 20 la deposizione di Gesù dalla Croce e la processione serale dell’urna e il simulacro della Madonna Addolorata. Alle 23,30, alla chiesa di San Domenico, l’atteso messaggio del cardinale Francesco Montenegro.

I riti del venerdì Santo sono molto sentiti, nell’Agrigentino, anche a Naro, a Cianciana ed a Grotte e in tutti gli altri centri dove ci saranno processioni. A Naro si comincia alle 11 con il gruppo de iContemplAttivi, che da 10 anni ha ripreso la tradizione «al Mortorio», riportandolo ad antichi e splendenti fasti. IContemplAttivi ripercorreranno le ultime ore di vita di Gesù: all’interno del colonnato di Casa ContemplAttiva, sede del gruppo, verrà messa in scena la «Colonna», a seguire sul sagrato della chiesa di Sant’Agostino, si svolgerà l’Ecce Homo e la condanna. Da lì partirà, subito dopo, la Via Crucis cittadina fino al Calvario dove avverrà la crocifissione. A Grotte, alle 11, in piazza Marconi, si comincia con il processo e la condanna di Cristo; a mezzogiorno, lungo corso Garibaldi, la via Crucis e «Li caduti» e alle 13, al Calvario, la crocifissione di Gesù Cristo. Alle 16, poi, la tradizionale processione dell’Addolorata dalla chiesa Madre fino al Calvario ed alle 19,30, «Li rieciti» e la deposizione di Cristo. Alle 21, poi, dal Calvario alla chiesa Madre la processione del Cristo e dell’Addolorata. A Cianciana, si comincia alle 10,30 con il processo e la condanna di Gesù. Alle 11, la Via Crucis: la rappresentazione avrà luogo da largo Convento fino al Calvario. Gesù incontrerà Maria, Gesù sarà aiutato dal Cireneo, Gesù incontrerà la Veronica. Alle 12,30, poi, la crocifissione vivente. Alle 17,30, in chiesa, la celebrazione della passione del Signore e alle 18,30, dalla chiesa in processione con l’urna verso il calvario. Alle 19,30, al Calvario, l’ora Santa che sarà animata dalla confraternita e alle 20,30, la deposizione della Croce. Alle 21, la processione al seguito dell’urna e alle 24 l’ingresso in chiesa Madre.

La Settimana Santa in diretta streaming su Facebook grazie a una lodevole iniziativa di CattolicaEracleaOnline patrocinata dal Comune di Cattolica Eraclea “al fine di continuare a preservare, con immutato trasporto, la passione per questi antichi riti e farli continuare a rivivere ai tanti cattolicesi impossibilitati a seguirli di presenza”.  

La processione del venerdì mattina. L’urna tutta in legno dove si trova il Cristo morto e la Madonna Addolorata, sono entrambe portate a spalla dalle confraternite, denominate “Cappe”. Persone di età varia tutti del luogo che indossano una tunica ed un cappuccio entrambi di colore bianco, ma differiscono nel colore della mantellina secondo la parrocchia di appartenenza (gialli la Mercede, blu il Rosario e rosa le donne). L’ambiente è reso triste dal silenzio, dai canti in vernacolo e dai “Lamenti”, antiche strofe corali funebri di quattro versi che vantano localmente una antica tradizione. La processione si dirige verso il monte San Calogero dove è ubicato il Calvario, uno scenario meraviglioso molto simile allo storico Golgota, come si legge sul sito del comune. Contornato da pini e abeti, nella maestosità del suo isolamento dal centro abitato è arricchito dalle 14 cappellette della Via Crucis costruite in pietra bianca e dalla chiesetta di San Calogero.  All’arrivo al Calvario il simulacro del Cristo morto viene crocifisso sulla Croce da due sacerdoti, mentre ai piedi della croce viene sistemata la Madonna Addolorata. La sera il momento della funzione diventa di maggiore suggestione. Allo spuntare della prima stella, il Cristo morto viene tolto dalla Croce, deposto in un’artistica urna in legno di pioppo del 1663, e unitamente al simulacro della Madonna dell’Addolorata, vengono portati a spalla dalle “Cappe”, in una sontuosa processione che si snoda lentamente (tre passi avanti e uno indietro) lungo le vie del paese, accompagnata dalla banda musicale che intona un canto tradizionale chiamato “Ah! Si, versate lacrime”. Il sabato santo si svolge in chiesa la funzione della Risurrezione, dove a mezzanotte al suono delle campane, viene tolto il drappo che copre il simulacro del Santo Salvatore.