Giardino della Kolymbetra, Lo Pilato: “Presenze raddoppiate nel weekend festivo, più personale per 25 Aprile e 1 Maggio”

Cinquanta per cento in più di visitatori, durante il week end festivo, per il Giardino della Kolymbetra. «Domenica di Pasqua – ha spiegato il direttore Giuseppe Pilato al Giornale di Sicilia – abbiamo praticamente raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2017. E l’affluenza è stata importante, contrariamente a quanto è accaduto in passato, anche durante il pomeriggio. Fra sabato, domenica e lunedì siamo arrivati a 1.500 presenze. Siamo felicissimi. Tutto ha funzionato alla perfezione e le escursioni all’ipogeo hanno fatto registrare il tutto esaurito. Per le scampagnate del 25 aprile e del primo maggio – ha spiegato Pilato – abbiamo già pensato di aumentare il personale per le visite all’ipogeo. Visite che comunque hanno delle rigide regole che garantiscono la sicurezza. E’ stato un successo – ha concluso il direttore del Giardino della Kolymbethra – anche il tradizionale pic nic. La maggior parte dei visitatori hanno portato il pranzo preparato da casa, mentre molti coloro che hanno prenotato il cestino. I turisti, quest’anno, sono arrivati da tutta l’isola e dal Nord Italia».

Il Giardino della Kolymbethra è un raro gioiello archeologico e agricolo, un luogo straordinario che racchiude i colori, i sapori e i profumi della terra di Sicilia e racconta, con i suoi reperti e i suoi ipogei, scavati 2500 anni fa, la storia dell’antica Akragas.
Affidato in concessione al FAI dalla Regione Autonoma della Sicilia, nel 1999. Ad Agrigento la Kolymbethra è un angolo ombroso di paradiso dove olivi secolari prosperano generosi e dove gli agrumi inondano la Valle dei Templi coi loro profumi. Angolo di terra promessa e giardino per eccellenza dove la natura si fonde con la storia, questa piccola valle è parte significativa di Akragas, la città fondata dai Greci nel VI secolo a.C. Diodoro Siculo narra che nel 480 a.C. il tiranno Terone, per approvvigionare d’acqua la città fece progettare una rete di gallerie che si concludeva ai piedi dell’urbe in una grande vasca detta Kolymbethra “del perimetro di sette stadui”, presto adattata a vivaio di pesci e frequentata da cigni e volatili, ma soprattutto capace di trasformare l’arida terra siciliana in un giardino fiorente di piante mediterranee. Questo vero “luogo di delizia” nei secoli successivi passò alla Chiesa che introdusse gli agrumi, mentre il periodo di massimo splendore lo vide a cavallo tra XIX e XX secolo, quando divenne una delle mete imprescindibili del Grand Tour. Negli ultimi decenni del Novecento, a causa della scomparsa dei vecchi contadini, la Kolymbethra cadde in abbandono sino all’intervento del FAI che la riportò al suo antico splendore. Ora il Giardino è il degno completamento alle emozioni del vicino Parco Archeologico, una totale delizia per i cinque sensi: dal profumo delle zagare al sapore delle mandorle, dall’argento degli ulivi all’umido della terra, al lieve rumore di sottofondo dell’acqua che scorre costante. Da non perdere i nuovi percorsi di visita degli ipogei, molto interessanti dal punto di vista archeologico, speleologico e naturalistico. Info su www.fondoambiente.it.