L’antica locomotiva de Il Padrino “bene d’interesse particolarmente importante”, sarà esposta a Porto Empedocle

Il tramonto delle locomotive avvenne quando sulla linea Palermo-Trapani arrivarono i treni elettrodiesel. Gli ultimi viaggi prima che i motori venissero spenti per sempre furono quelli verso il deposito ferroviario locomotive di Castelvetrano, una volta snodo primario per il traffico commerciale, oggi chiuso e abbandonato. Si sapeva che sarebbero diventati reperti di un’archeologia industriale sorpassata dall’evoluzione che correva anche lungo la linea ferrata.Per trentacinque anni anche la GR 740.300 è rimasta lì, a sfidare vento, neve, pioggia e sole e ad arrugginirsi. Dapprima – come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – a Castelvetrano, poi il tentativo fallito di musealizzarla davanti la stazione di Gibellina e il ritorno – come carico speciale su gomma – verso il deposito di Castelvetrano. Il suo destino era di finire lì dove per decenni è stata accudita e riparata. Oggi la GR 740.300 l’assessorato regionale ai Beni culturali l’ha dichiarata «bene d’interesse particolarmente importante», vincolandola per la tutela. E non è rimasta sola. Insieme a lei anche la R 301.027 (oggi esposta sul lungomare di Marsala) e la VUHK 711.2.901 1/FS (in sosta alla stazione di Alcamo diramazione). Per la locomotiva che fece bella mostra anche davanti la macchina da presa de «Il Padrino» di Francis Ford Coppola, è iniziata una vita nuova. E i primi passi sono stati già fatti. Dal binario morto dove era finita in sosta è stata spostata, con una motrice elettrodiesel, verso una zona attiva della stazione ferroviaria di Castelvetrano; da qui raggiungerà il Deposito locomotive di Palermo per un intervento di restauro estetico. È dentro quei magazzini che l’antica vaporiera si rifarà il look, prima di essere esposta al Parco ferroviario di Porto Empedocle.