Omicidio a Licata, la vittima ha tentato invano di scappare

Angelo Carità, l’imprenditore agricolo sessantunenne di Licata che è stato ucciso lunedì mattina in una stradina interpoderale perpendicolare a via Palma, avrebbe cercato di scappare. A lasciare pochi dubbi, ai carabinieri che si stanno occupando delle indagini, è stata quella retromarcia trovata inserita nel cambio della vecchia Fiat Uno che Carità stava guidando. Appare verosimile pertanto – ma spetterà all’inchiesta mettere dei punti fermi – che la vittima abbia visto arrivare, magari con un’arma già in vista, il suo assassino. Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, nel tardo pomeriggio di ieri, dopo che il pubblico ministero Simona Faga ha affidato l’incarico al medico legale, sul corpo del sessantunenne è stata eseguita l’autopsia. Esame autoptico che è andato avanti fino a sera. Il medico legale dovrà chiarire alcuni aspetti che non sono di poco conto: il calibro della pistola utilizzata – se una 7,65 o una calibro 9 -, la traiettoria dei colpi esplosi e il numero di quelli che hanno raggiunto la vittima prescelta. Dopo il ritrovamento del cadavere, gli investigatori parlavano di tre o quattro colpi esplosi a distanza ravvicinata.