Rigenerazione urbana dei luoghi colpiti dal sisma del Belìce, ecco il piano dell’Ordine Architetti Agrigento

Un convegno che spiana la strada alla rigenerazione urbana dei luoghi colpiti dal sisma, dei centri storici e delle periferie delle nostre città, tutti “affetti” dal degrado e dall’abbandono e senza ripetere gli errori del passato. Sì, perché il piano “impeccabile” della ricostruzione dei comuni distrutti dal terremoto è stato “calato dall’alto” e poco si è adattato all’identità dei luoghi e della popolazione, alle esigenze dei cittadini, riportando errori urbanistici visibili ancora oggi, cinquant’anni dopo il terribile evento. Cinquant’anni di storia, con errori ripetuti dal 68 e fino al 2000, con decisioni prese che, di fatto, hanno ritardato il progetto di riqualificazione che in primis deve tenere conto del sistema produttivo di un luogo.

Il convegno – dal titolo “I luoghi colpiti dal Sisma del 1968 nel Territorio Belicino della Provincia di Agrigento Analisi e Proposte degli Architetti” – è stato promosso dall’Ordine degli Architetti di Agrigento e della Fondazione Architetti nel Mediterraneo, ed è stato patrocinato dai sindaci di Santa Margherita Belice, Montevago, Menfi e Sambuca di Sicilia, rispettivamente Franco Valenti, Margherita La Rocca Ruvolo, Enzo Lotà e Leo Ciaccio.

L’aspetto più importante, che ha caratterizzato l’incontro, è la redazione di un documento sulla rigenerazione urbana dei luoghi colpiti dal sisma, dei centri storici e delle periferie che il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, insieme con i Delegati individuati nel corso dell’Assemblea, consegneranno nelle mani del Consiglio nazionale degli Architetti, durante il Congresso nazionale degli Architetti, in programma a Roma nel prossimo mese di luglio. Questa mattina, il teatro Sant’Alessandro a Santa Margherita Belice, ha registrato il “tutto esaurito”. Soddisfatto il presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, Alfonso Cimino: “Abbiamo voluto organizzare questo evento a Santa Margherita Belice, per essere vicini alle zone dirute. Il nostro compito non finisce qui. Stiamo lavorando al documento sulla rigenerazione urbana delle zone dirute e della riqualificazione dei centri storici che presenteremo al Consiglio nazionale degli Architetti durante il Congresso nazionale in programma a Roma. Noi Architetti ci siamo e continueremo ad esserci e faremo quanto è nelle nostre possibilità per dare nuova vita ai centri storici, affinché la loro storia rimanga immutata nella memoria delle nuove generazioni”.

Così il vicepresidente del Consiglio nazionale degli Architetti, Rino La Mendola: “A cinquant’anni dall’evento sismico del 68, analizziamo le conseguenze sul territorio delle politiche di ricostruzione adottate all’epoca. Noi, oggi, parliamo di nuovi processi urbani cercando di non reiterare gli errori del passato ma, bensì, attivare un processo di confronto di partecipazione con i cittadini per la riqualificazione dei centri colpiti dal sisma”. In occasione del Convegno, una folta delegazione del Consiglio nazionale degli Architetti è arrivata nel comune belicino da Roma, insieme con il presidente Giuseppe Cappochin: “Molto è stato fatto grazie all’attivismo della popolazione anche se sono stati fatti tantissimi errori fin dall’inizio, con uno Stato inizialmente assente. Quando si parla di città, di ricostruzione, la prima cosa è il confronto con i cittadini, la partecipazione”.