VIDEO | “Nuova vita nei luoghi del sisma del Belìce”, il piano degli architetti per la rigenerazione urbana

“Stiamo lavorando al documento sulla rigenerazione urbana delle zone dirute e della riqualificazione dei centri storici che presenteremo al Consiglio nazionale degli Architetti durante il Congresso nazionale in programma a Roma. Noi architetti ci siamo e continueremo ad esserci e faremo quanto è nelle nostre possibilità per dare nuova vita ai centri storici, affinché la loro storia rimanga immutata nella memoria delle nuove generazioni”. Lo ha detto il presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, Alfonso Cimino, ieri al teatro Sant’Alessandro di Santa Margherita Belice a margine del convegno sui luoghi colpiti dal sisma del 1968 e le proposte degli architetti per la rigenerazione urbana dei centri storici e delle periferie senza ripetere gli errori del passato. Hanno partecipato all’incontro, tra gli altri, i sindaci di Santa Margherita Belice, Montevago, Menfi e Sambuca di Sicilia, rispettivamente Franco Valenti, Margherita La Rocca Ruvolo, Enzo Lotà e Leo Ciaccio.

Durante il convegno è stato più volte sottolineato che il piano di ricostruzione dei comuni distrutti dal terremoto del Belice è stato calato dall’alto e poco si è adattato all’identità dei luoghi e della popolazione, alle esigenze dei cittadini, riportando errori urbanistici visibili ancora oggi, cinquant’anni dopo il tragico evento. Cinquant’anni di storia, con errori ripetuti dal 68 e fino al 2000, con decisioni prese che, di fatto, hanno ritardato il progetto di riqualificazione che in primis deve tenere conto del sistema produttivo di un luogo. “A cinquant’anni dall’evento sismico del 68 analizziamo le conseguenze sul territorio delle politiche di ricostruzione adottate all’epoca. Noi, oggi, parliamo di nuovi processi urbani cercando di non reiterare gli errori del passato ma, bensì, attivare un processo di confronto di partecipazione con i cittadini per la riqualificazione dei centri colpiti dal sisma”, ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio nazionale degli Architetti, Rino La Mendola. “Molto è stato fatto grazie all’attivismo della popolazione anche se sono stati fatti tantissimi errori fin dall’inizio, con uno Stato inizialmente assente”, ha detto il presidente del Consiglio nazionale degli Architetti Giuseppe Cappochin. “Quando si parla di città, di ricostruzione, la prima cosa – ha sottolineato – è il confronto con i cittadini, la partecipazione”.