Mafia, testimone immortalato con la figlia del boss di Camastra prima dell’udienza

Poco prima, durante la sua testimonianza al processo, al pm era sembrato abbastanza compiacente e lo aveva più volte ammonito a dire la verità ricordandogli gli obblighi del testimone. A udienza finita, proprio nel bar di fronte al tribunale, è stato immortalato mentre discuteva fittamente con la figlia del presunto boss Rosario Meli e il fratello dell’altro imputato Calogero Piombo. Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, una fonte anonima ha rivelato la circostanza alla squadra mobile, che in precedenza ha svolto sul campo l’inchiesta «Vultur», ed è stato acquisito il video delle telecamere di sorveglianza dell’attività. Non c’è audio e non si sentono le parole. Il pm della Dda Alessia Sinatra, in ogni caso, ha chiesto di produrlo e su richiesta degli stessi difensori, fra gli altri gli avvocati Giuseppe Barba, Angela Porcello e Santo Lucia, sarà proiettato in aula. «Giuseppe Condello venne in negozio insieme ad altre persone dicendomi che dovevo mettermi in regola. Se ne parlai con Rosario Meli? Non ricordo». Così, lo scorso 13 dicembre, il commerciante di mobili di Camastra, Calogero Barbara, aveva accusato il boss morto ma non quello vivo. Il primo è il palmese Giuseppe Condello, ucciso quasi sei anni fa insieme all’autista incensurato – Vincenzo Priolo, 27 anni – in un agguato di stampo mafioso non ancora messo a fuoco dagli inquirenti. L’altro è il presunto capomafia di Camastra, Rosario Meli, 69 anni, nuovamente arrestato nell’inchiesta «Vultur» dopo avere scontato una condanna per mafia negli anni scorsi ed essere uscito indenne dall’accusa di essere il mandante dell’omicidio del vice sindaco del paese Salvatore Curto.

L’udienza di ieri arriva a distanza di poche ore dalla decisione del consiglio dei ministri di sciogliere il consiglio comunale di Camastra perché, secondo quanto le indagini e la relazione ispettiva avrebbero accertato, i Meli avrebbero cercato di condizionare il voto del 2013 minacciando due aspiranti consiglieri nel tentativo di favorire l’elezione del sindaco Angelo Cascià.