Pubblica amministrazione in Sicilia, Sadirs Agrigento: “Delusi dal governo Musumeci”

Riceviamo e pubblichiamo lettera aperta del segretario provinciale del Sadirs di Agrigento, Giovanni Coco, sulla pubblica amministrazione in Sicilia.

Delusione per il nuovo governo della Regione. Tomasi di Lampedusa docet. Non cambia nulla. Il nuovo governatore che sembrava dover incarnare le speranze di rilancio della macchina amministrativa Siciliana e dei Dipendenti Regionali spesso ingiustamente dati in “pasto”ai mass media pur di guadagnare facili consensi demagogici e populisti, è adesso in linea con il governo che lo ha preceduto. Grazie Presidente per aver acuito l’odio sociale in seno alla stessa regione e per come veniamo dipinti dal resto d’Italia, un vero e proprio covo di “malfattori”. Eppure LORO (i politici) sembrano mostrarsi candidi e vittime del sistema….Come se in questi 70 anni di Repubblica fossero stati estranei alla “politica” (con la p minuscola) che ha determinato anche gli “abusi” (104?) che adesso fanno (comodamente) scandalo! Si nominano gli amici dirigenti nei posti chiavi della Regione, si scambiano gli incarichi tra Assessori, si assumono portaborse e parenti e poi hanno l’ardire di puntare il dito (poco limpido) sui Dipendenti. E vai di 104 e risatine…… Vai con la storia dei permessi sindacali. Con la storia dei 50 km di trasferimento (norma nazionale recepita con la L.R. 9/2015).

Però per la Sicilia dal 2015, anno in cui la Corte Costituzionale con Sentenza 178 sancì l’obbligatorietà del rinnovo dei Contratti di Lavoro del Pubblico Impiego, di contratti manco a parlarne, ma estemporanei tentativi di ciurlare nel manico…….! Nello Stato che avevano un contratto scaduto in meno rispetto ai Regionali, sono già in dirittura d’arrivo, mentre in Sicilia un giorno i soldi ci sono, poi spariscono, poi ritornano, e poi rispariscono, boh! Non sembra accennarsi neanche ad un nuovo sistema di riclassifcazione del personale e/o potenziare l’efficienza delle strumentazioni informatiche in dotazione alla Regione, qualcuno addirittura temendo che le fasce di lavoratori delle categorie più basse (A e B) possano richiedere il riconoscimento giudiziale delle  “mansioni  superiori”  determina  l’impedimento  dell’uso  dei  PC,  sconoscendo  persino  il  Codice Digitale  che  invece  obbliga  la  P.A.  a  formare  i  propri  dipendenti  all’uso  delle  strumentazioni informatiche! Si sconoscono le basilari norme di sicurezza e le norme che regolano il Pubblico Impiego eppure  sembra  che  qualsiasi  cosa  vada  male  in  Sicilia,  la  colpa  sia  sempre  ed  esclusivamente  dei Dipendenti. Come una sorta di Peccato Originale!

Val bene chiarire, che si è chiaramente contro ogni forma di ABUSO, dalla 104 ai Permessi Sindacali, ma se ci sono pochi abusi non si spara nel mucchio, ma si colpiscono i colpevoli e non si demonizza l’intera classe dei lavoratori regionali. Ci siamo fatti una domanda: <<ma la colpa può essere solo sempre dei soldati? E dei Generali e dei ministri che determinano le strategie chi ne parla? Tutto ciò ovviamente non è credibile!>> E ci rivolgiamo all’intelligenza dei Siciliani. Non cedete a queste mistifcazioni, perché non serve avere un “nemico” per creare condizioni migliorative nella nostra terra, semmai dobbiamo fare fronte comune, verso “chi” con l’inganno continua a tenerci in questo stato di sottosviluppo ed a farci odiare l’un l’altro! All’ARS  hanno  fatto  poche  misere  sedute  e  siamo  ancora  in  esercizio  provvisorio.   Eppure  nessuno sembra stracciarsi le vesti, o mandare in avanscoperta troupe televisive d’assalto! Si rinviano i commissariamenti delle Provincie alla faccia della democrazia partecipata. Però ogni giorno, dall’alto delle proprie posizioni privilegiate, che noi cittadini col nostro voto abbiamo permesso,  non perdono occasione per denigrare direttamente ed indirettamente il personale della Regione e degli enti.

Oggi ennesima uscita sulle Irsap (ex ASI) e sul fatto che sono degli “stipendifici”! Siamo sicuri che anche di questo saremo accusati. Così come delle strade disastrate, dei ponti cadenti, delle  ferrovie  antidiluviane,  della  incapacità  della  gestione  dei  rifiuti,  del  sistema  idrico  sempre fatiscente  ma  decuplicato nei  costi,  della  malasanità!  Sempre e solo  colpa  dei  dipendenti  regionali. Adesso sarebbe ora di dire Basta. Non è più umanamente sopportabile questo stato di cose. Visto che il problema della Sicilia è il suo Personale, e che non sembra volersi avviare alcun confronto che vada a defnire un percorso serio di riorganizzazione che comprenda quindi un rinnovo del contratto adattato alle nuove norme ed alle esigenze della Regione, a sistemi d’incentivazione economici e/o di carriera per la ricollocazione del personale in zone disagiate e comunque eccedenti i 50 km, perché non trasferire il personale e le funzioni direttamente allo Stato?

Paradossalmente con lo Statuto Straordinario, la Sicilia si paga col le proprie entrate i servizi che nel resto  d’Italia  viene  pagato  dallo  Stato,  ad  esempio  i  Beni  Culturali,  i  servizi  del  Genio  Civile,  la Motorizzazione, la Forestale, etc. Visto che la Sicilia chiede sempre aiuto ai mass media per omologarsi al resto d’Italia, non farebbe prima a cedere la propria organizzazione allo Stato? Inoltre si risparmierebbero svariati miliardi di Euro, senza contare che perdendo lo status di Regione a Statuto Straordinario l’ARS non sarebbe più equiparata al Senato, con inevitabili vantaggi per i Siciliani, per davvero però stavolta!

Agrigento, 12/04/2018

Firmato Giovanni Coco Segretario Provinciale Sadirs Agrigento