Licata, bruciato il portone di casa del segretario del Pd Massimo Ingiaiamo

La scorsa notte il portone dello stabile dove risiede, insieme ad altre famiglie, il segretario del Pd di Licata, Massimo Ingiaimo, è stato incendiato. “Un atto di sicura natura dolosa, a distanza di pochi giorni da altri fatti violenti con la distruzione di vetrine di negozi, un portone e un’autovettura dati alle fiamme. Licata, una città ferita, da anni con gestioni amministrative che per motivi diversi, non hanno dato stabilità, mortificando una comunità per la stragrande maggioranza per bene e desiderosa di uscire da una crisi decennale. E’ preoccupante che proprio mentre le forze politiche sono impegnate nella costruzione delle liste per le prossime amministrative, qualcuno mira a creare un clima di incertezza”, scrive in una nota il segretario provinciale del Pd Peppe Zambito.

“Una situazione preoccupante, che accanto all’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura, necessita – sottolinea – di una chiara presa di posizione delle forze politiche e una partecipazione attiva della società civile, per rigettare insieme ogni forma di intimidazione violenta e mafiosa. Licata merita una nuova stagione di sviluppo culturale ed economico. Licata non va lasciata da sola! Il Partito Democratico, esprime vicinanza a Massimo Ingiamo, e alla sua famiglia. Massimo è persona perbene, in questi anni difficili, protagonista di un grande sforzo politico in favore della comunità licatese, promuovendo sempre i valori di legalità. Insieme a lui, continueremo nel nostro impegno politico e civile in favore di una città ferita che, siamo sicuri, riuscirà ad isolare quanti continuano a seminare paura e a ritrovare la strada del riscatto sociale che merita”.

Solidarietà anche dal segretario provinciale della Cgil Massimo Raso, che scrive: “Ho appena saputo che la scorsa notte il portone dello stabile dove risiede, insieme ad altre famiglie, il segretario del PD di Licata, Massimo Ingiaimo, è stato incendiato. Siamo di fronte ad un atto di sicura natura dolosa, a distanza di pochi giorni da altri fatti violenti con la distruzione di vetrine di negozi, un portone e un’autovettura dati alle fiamme. Nell’esprimere la vicinanza di tutta la CGIL a Massimo, ci auguriamo che finisca questa spirale di violenza che avvolge Licata e si assicurino alla giustizia i responsabili di questo imbarbarimento”.