Vinitaly 2018, l’assessore Bandiera: “Made in Sicily brand vincente sui mercati internazionali”

Il Vinitaly è tra le  più importanti fiere di settore in Europa. Per una regione come la Sicilia essere presenti è un fatto essenziale, basti pensare che al 31 agosto 2017 si era già registrato il tutto esaurito in ordine alla prenotazione di spazi espositivi da parte delle aziende vitivinicole siciliane. Uno spazio espositivo di circa 3.000 metri quadri, 147 aziende vitivinicole, un’area business dedicata agli incontri con buyer e giornalisti provenienti da tutto il mondo oltre che alle attività di degustazione affidata a critici di chiara fama e un trend in forte crescita delle Doc, sono questi i numeri con cui la Sicilia approda al Vinitaly. Le associazioni di produttori presenti al Vinitaly, che hanno concertato con l’Assessorato regionale Agricoltura le modalità di partecipazione e le iniziative da svolgere all’interno del padiglione sono: la Providi e la Vitesi presenti con n. 60 aziende, Assovini presente con n. 44 aziende e il Consorzio Etna Doc presente con n. 43 aziende, per un totale di 147 aziende siciliane partecipanti. Questi soggetti collettivi partecipano al Vinitaly, nell’ambito dei rispettivi progetti, a valere sulla misura 3.2 del PRS 2014 – 2020  (Programma di Sviluppo Rurale Sicilia) con una dotazione complessiva pari a 960 mila euro. A tale investimento si affianca quello istituzionale dell’Assessorato, che sulla kermesse veronese ha investito ben 240 mila euro. Complessivamente il sistema Sicilia investe su quest’evento ben un milione e 200 mila euro.

I NUMERI DEL VINO: 

“La nostra Isola rappresenta una delle regioni d’Italia più significative. Non solo dal punto di vista della quantità del vino prodotto ma soprattutto per la crescente qualità media che ormai ci proietta tra le aree del Paese con il più alto appeal per appassionati ed addetti ai lavori, giornalisti e buyer – afferma l’Assessore per l’Agricoltura Edy Bandiera – Tutto questo grazie alle capacità imprenditoriali dei produttori, alla posizione geografica e alle condizioni climatiche che ci hanno consentito di creare un contest unico fatto di biodiversità, di terroir e di vitigni irripetibili in qualsiasi altra parte del pianeta. La Sicilia del vino non è replicabile altrove”. L’accento si pone sui numeri della crescita qualitativa e quantitativa del comparto vitivinicolo siciliano fatto di 23 DOP (1 DOCG e 22 DOC) e  di 7 IGP/IGT dei vini siciliani.

Negli ultimi anni la produzione dei vini DOC, che prima interessava una piccolissima  percentuale della produzione totale regionale, è  aumentata in maniera consistente, così come il quantitativo di prodotto confezionato, sia DOC che IGT; si è passati dai quasi  130.000 ettolitri certificati a DOC nel 2012 ai circa 483.000 hl  certificati nel 2017 e, sempre nel 2017 si sono  confezionati tra DOC e IGP circa 1.700.000 hl , equivalenti a 226 milioni di bottiglie da 0,75.

Questa crescita è dovuta sia all’aumento di alcune DOC come la DOCG “Cerasuolo di Vittoria” e le DOC “Etna”, “Malvasia delle Lipari”, “Menfi”, e “Vittoria” ma, soprattutto, è dovuta al riconoscimento nel 2012 della DOC “Sicilia”, che è venuta a qualificare una consistente produzione;  nel 2017  questa DOC su base regionale ha raggiunto quasi il 70% del quantitativo totale certificato e, nei primi mesi del 2018 ha continuato la sua ascesa;  dal 1 gennaio al 25 marzo 2018 sono stati emessi 674 certificati di idoneità per  376.686,10 hl di vino certificato a DOC “Sicilia” mentre nel medesimo periodo del 2017 erano stati emessi 297  certificati  per  123.479,70 hl , con un incremento percentuale quindi del + 205,1% .

Primo trimestre 2018 in crescita anche per altre DOC che dal 1 gennaio al 25 marzo hanno registrato volumi crescenti rispetto l’anno precedente;  DOC “Etna” (+ 26,6%), “Noto” ( + 91,1%) e “Vittoria” (+ 252,4%). Considerando tutte le DOC i quantitativi certificati al 25 marzo registrano un  incremento percentuale del + 169,7%. 

“Il Governo regionale ha tra gli obiettivi quello di dare fiducia e agevolare il percorso di crescita delle imprese agroalimentari – afferma l’Assessore Bandiera  – Penso al ruolo della Pubblica Amministrazione come a quello di chi facilita attraverso norme chiare ed efficaci, attraverso strumenti finanziari certi e volti a chi di mestiere fa l’imprenditore rischiando con ostinazione e passione.  L’utilizzo dei Fondi Comunitari rappresenta un volano importante in tal senso – prosegue Bandiera –  Il mondo del vino può avvalersi di più strumenti, non ultimo quello della promozione nei Paesi extra Ue, per il quale, attraverso risorse dell’Unione Europea assegnate alla Sicilia, sono stati finanziati di recente 16 progetti, per un importo complessivo di 12 milioni di euro per la promozione dei vini siciliani nei Paesi extra UE,  che si sta rivelando di grande utilità per esplorare nuovi mercati o consolidare quelli in cui siamo già presenti. Con una consapevolezza: nel mondo c’è voglia di cibo e vino della nostra isola ma per conquistare l’estero dobbiamo essere meno siciliani di scoglio e più siciliani di mare aperto”.

PREMI ED EVENTI: 

Rinnovando una consuetudine avviata lo scorso anno, anche per quest’edizione del Vinitaly la Regione Siciliana ha il piacere di premiare le start up del vino e dell’olio, quindi nuove aziende che si sono affacciate sul mercato chiudendo la filiera, oltre che gli  “Ambasciatori del Vino siciliano” ovvero ristoratori, enotecai, importatori ed addetti ai lavori a vario titolo, che con la propria attività hanno contribuito a promuovere e valorizzare  le migliori produzioni dell’Isola. Sarà inoltre premiato, nel corso della cerimonia di apertura del Vinitaly, il vignaiolo marsalese Antonio Barraco, che l’Assessore per l’Agricoltura Edy Bandiera, ha individuato come “Benemerito della vitivinicoltura italiana”, dopo un attenta valutazione tra le figure che si sono contraddistinte per avere maggiormente contribuito a promuovere e valorizzare la cultura vitivinicola siciliana.

Antonio Barraco, Figlio di mezzadro, una laurea in scienze politiche si appassiona al vino e comincia da zero, comprando un piccolo vigneto una dozzina di anni fa. Oggi è tra i vignaioli di riferimento, produce circa 35 mila bottiglie ed è il protagonista di una piccola svolta. Il suo appello a difendere i vecchi metodi nella produzione dei bianchi del suo territorio è stato raccolto dal Consorzio della Doc Sicilia, che lo scorso dicembre ha così avviato l’iter per modificare il disciplinare recependo il suo appello. Oltre al padiglione 2 dedicato alle cantine, sarà presente all’interno della Fiera uno spazio espositivo “SOL AGRIFOOD”, all’interno del quale saranno presenti 24 aziende siciliane dell’olio. Per quanto attiene l’attività di controllo e certificazione del  comparto olivicolo-oleario, sono stati certificati nel 2017 483.000 Kg di OEVO (Olio Extra Vergine d’Oliva) IGP “Sicilia” con circa 1.200  aziende iscritte.

PARTECIPAZIONE AL VINITALY DEGLI ASSESSORATI TURISMO E BENI CULTURALI: 

La partecipazione della Sicilia al Vinitaly quest’anno si arricchisce con la presenza degli Assessorati al Turismo, Sport e Spettacolo e dei Beni Culturali con la Soprintendenza del Mare. Nel dettaglio, l’Assessorato al Turismo vanterà di una duplice postazione, all’interno del padiglione Sicilia con un info point dedicato alla promozione e valorizzazione delle iniziative e dei territori di grande valenza e richiamo turistico, e nella città di Verona (nella centrale piazza dell’Arsenale) nel periodo 13/18 aprile 2018 per la partecipazione all’evento, organizzato da Veronafiere spa e il Comune di Verona, denominato Vinitaly and the City. Tale evento si caratterizza per il coinvolgimento delle varie regioni italiane che possono promuovere le proprie eccellenze territoriali turistiche e culturali nelle più belle piazze di Verona costituenti un circuito turistico/culturale di rilievo internazionale.

Per l’Assessore al turismo, Sport e Spettacolo della regione Siciliana, Sandro Pappalardo: “ Sono orgoglioso di partecipare alla 52ª edizione del Vinitaly, questa manifestazione rappresenta uno dei settori più importanti della nostra italia e amata Sicilia. Oggi quando si parla di Sicilia nel settore turistico si pensa subito all’arte, alle nostre bellezze ambientali e culturali, ma non ci dimentichiamo  del nostro cibo e dei nostri vini  di alta qualità, che vengono esportati in tutto il mondo”.  Per quanto attiene la Soprintendenza del Mare l’obiettivo è quello di realizzare all’interno del padiglione 2 Sicilia una mostra di anfore di varie epoche, alcune risalenti al periodo prima di Cristo e via via fino a quelle di qualche secolo fa per testimoniare non solo l’antica vocazione della produzione del vino, ma anche la centralità geografica. Le anfore fin dall’antichità sono state il principale contenitore di trasporto del pregiato prodotto alimentare che a tutt’oggi  costituisce ancora uno dei punti cardini della nostra economia.

L’esposizione prevede la ricostruzione di una parte dello scafo in legno di una imbarcazione antica dove verranno collocate alcune delle anfore restituite dai fondali siciliani delle più note tipologie adibite al trasporto del vino. Per l’Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Sebastiano Tusa: “Soprattutto per la Sicilia, il vino e tutto ciò che è legato alla sua coltivazione e produzione, insieme all’olivicultura, costituisce non solo una realtà produttiva di grande importanza ma anche un fenomeno culturale di tradizione millenaria. L’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana ha accolto con estremo favore l’invito dell’Assessorato all’Agricoltura e delle forze produttive siciliane per arricchire la già consistente e qualificata presenza della nostra regione all’importante manifestazione del Vinitaly, con un approfondimento culturale attraverso l’esposizione di reperti collegati con il trasporto e l’utilizzazione del vino in modo da offrire un quadro esaustivo del ruolo della produzione vitivinicola siciliana. Sarà compito principale di questo Assessorato affiancare le forze produttive sane di questa regione nella convinzione che la penetrazione nei mercati nazionali e internazionali si rafforza costruendo reti territoriali che possano valorizzare i già eccellenti prodotti della nostra terra”.

 VINO E MITO IN SICILIA : L’importanza del vino come fattore culturale di primo piano è stato messo in rilievo fin dai suoi inizi dalla letteratura greca in vari momenti ed episodi. In Omero, se gli dei si nutrono di nettare e ambrosia, gli eroi lo fanno con carne arrostita e vino; Ulisse, indiscusso protagonista dell’Odissea, utilizza il forte vino di Ismaro per ubriacare il Ciclope Polifemo. Più avanti saranno i poeti lirici a cantare il vino e ancora più tardi i commediografi ci offriranno la maggior parte delle notizie che abbiamo sul modo di mangiare e di bere nella Grecia antica, dove  era ritenuto salutare, se consumato nella giusta misura, e a cui si  attribuiva un potere nutritivo confermato dalle moderne analisi chimiche. Il vino incanta e fa dimenticare agli uomini le tristezze quotidiane, è il migliore medicinale per i mali dell’animo; non meno rilevante è il suo ruolo di specchio dell’uomo, un mezzo che rende manifesta la vera natura delle persone che Alceo (poeta lirico greco vissuto tra la fine del VII – metà del VI secolo a. C.) sintetizzò con un semplice “vino e verità” divenuto poi il celebre motto latino in vino veritas. Il consumo del vino, inoltre, per tutta l’antichità e in particolare presso i Greci, era collegato ad una occasione particolare il sympósion (citato per la prima volta da Alceo), che costituisce un momento importante nella vita sociale, un’occasione al tempo stesso festiva, culturale e pedagogica; gli uomini si riuniscono tra uguali  per condividere la bevanda, scambiare idee, esercitare la poesia lirica. “La Sicilia del vino” raccontata attraverso le anfore a testimonianza della lunghissima storia, è questo il leit motiv non soltanto della mostra ma dell’intera partecipazione a Vinitaly 2018.