Sicilia, Zafarana (M5s): “Finanziaria a gettone, un marchettificio elettorale”

“Una manovra senz’anima, priva di visione politica e priorità d’intervento, che non dà risposte ai siciliani. Governo e maggioranza sono solo stati capaci di produrre una bulimia normativa che ha trasformato il testo base in un ‘marchettificio’ in chiave elettorale. Questa è una finanziaria a gettone: c’è un gettone per tutto”. Lo ha detto la la capogruppo del MoVimento 5 Stelle all’Ars, Valentina Zafarana, intervenendo in aula all’Ars, dove è stata avviata la la discussione generale della prima finanziaria del Governo Musumeci. “C’è stato un approccio bulimico, in cui norme su norme sono entrate in una sola notte di commissione Bilancio, nella finanziaria – ha detto Zafarana – Quest’approccio si regge su una fragilità che si unisce alla povertà del fatalismo, che finisce per dire: chi vuole voti. Ma qui non possiamo permetterci di avere un respiro corto”. Poi rivolgendosi al presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, la capogruppo del M5S ha detto: “Questo Diventerà bellissima, ancora quanto pensa di poterlo procrastinare? Abbiamo bisogno di interventi immediati che non si prestino a chi tira la sua giacca”.

“La manovra giunta in aula è un film horror’ ha aggiunto il deputato regionale Nuccio Di Paola, in aula puntando il dito contro il taglio dei fondi alla Cultura e in particolare alle scuole paritarie. “Ci aspettavamo una Finanziaria asciutta – ha osservato Sergio Tancredi – il Governo si è fatto prendere da bulimia e ha prodotto un solo risultato: non ha consentito al Parlamento di lavorare bene”. Tranchant il giudizio della deputata Angela Foti, secondo cui il lavoro svolto in commissione Bilancio ha trasformato la manovra in un ‘marchettificio egoistico in chiave elettorale’, che ha prodotto un testo finale nel quale si stanziano le medesime somme per il ripopolamento del coniglio selvatico e per la rimozione e smaltimento dell’amianto”.

Le fa eco Luigi Sunseri, componente della commissione Bilancio dell’Ars, che ha accesso i riflettori sullo stop alle dirette streaming dei lavori nelle commissioni di merito. “Siamo stati eletti per fare i legislatori non i passacarte del Governo, questa non è legge di Stabilità, ma un marchettificio”. “Neanche Crocetta era riuscito a ‘oscurare’ i lavori in commissione: questo Governo impedendo le dirette streaming ha fatto in modo che nessuno vedesse le modalità ‘vergognose’ con cui sono passati gli emendamenti aggiuntivi”. Di continuità con il passato e misure inefficaci per dare risposte ai diversamente abili, ha parlato il collega Giorgio Pasqua. “L’articolo 33 della finanziaria, che è dedicato al Fondo regionale per le disabilità e non autosufficienze, è arrivato in commissione Bilancio, per un refuso – ha detto – privo di un comma fondamentale: l’aumento del fondo per l’assistenza di 30 mln, somme insufficienti a rispondere alle esigenze delle fasce più deboli; chiediamo di modificare i capitoli”. Ha lanciato un appello ad una programmazione, visione e stabilità, la deputata regionale Gianina Ciancio. “Durante i lavori in commissione Cultura . ha detto – non c’era alcun esponente del Governo presente a spiegare la ratio di alcune disposizioni. Il Governo non può lavarsene le mani, deve dare un indirizzo politico. Avevo chiesto di evitare sedute in notturna, questo segnale non è arrivato”.

Ha puntato il dito contro la riduzione del fondo per le Autonomie locali il deputato regionale Giovanni Di Caro. “Già nella precedente manovra c’era stato un taglio – ha ricordato Di Caro – Quella operazione ha determinato il dissesto di 60 comuni”. “Al grido disperato di questi comuni – ha aggiunto – la Regione ha risposto in modo insufficiente”. Per la deputata Jose Marano “le modalità di gestione di bilancio e finanziaria sono state assurde”. “Non si può stare fermi tre mesi – ha detto – per poi ricevere i capitoli di spesa in pochi giorni e dare poche ore per il termine degli emendamenti”. “Il Governo – ha detto – dopo i lavori della manovra, scriva un libro di risposte per siciliani perché ad oggi non sappiamo quali dare ai loro problemi”. Per Stefano Zito, invece, “se questa prima finanziaria fosse un film, il titolo sarebbe baratto in cambio di marchette”. “Abbiamo ricevuto un testo originario di 35 articoli, il risultato finale è stato un documento con 120 norme” ha aggiunto Zito, che rivolgendosi in aula al governatore della Sicilia Nello Musumeci ha detto: “lei è stato un fantasma. Mi auguro, che darà parere negativo a molti di questi articoli”.