Pronto soccorso nell’Agrigentino, l’Asp: stiamo lavorando per ridurre attese e incrementare efficienza

La recente segnalazione da parte di un cittadino di una lunga attesa presso il pronto soccorso dell’ospedale di Agrigento se, da un lato, genera rammarico presso la direzione strategica Asp, dall’altro dà l’opportunità di comunicare agli utenti utili informazioni e di illustrare gli sforzi che si stanno già compiendo per potenziare la ricettività e l’efficienza della struttura. Va detto che i tempi intercorrenti tra l’accettazione e la dimissione del paziente (circa otto ore e mezza) risultano superiori alla media della struttura ma in linea con i tempi che talora si registrano presso le strutture sanitarie di tutto il territorio nazionale per prestazioni similari (codici verdi), e va messo in relazione ad un periodo, quello delle festività e delle ricorrenze di questi giorni, nel quale, statisticamente, si registra un notevole incremento di presenze presso i P.S.. Il paziente ha ricevuto supporto e informazioni sulle attività in itinere dagli assistenti psicologi presenti nel pronto soccorso con apposito servizio dedicato. Il servizio di Psicologia in Pronto Soccorso, tra i pochi istituiti in Italia, è uno degli interventi che dall’ottobre scorso sono stati attivati presso il P.S. di Agrigento, secondo un piano di miglioramento che già ha trovato attuazione nei seguenti interventi organizzativi e strutturali:

  • attivazione di una fase di pre-accoglienza e orientamento, con apposita sala d’attesa dotata di monitor sui pazienti in attesa, a carico di operatori tecnico-amministrativi nella quale viene identificato e ammesso alla struttura interna un solo accompagnatore dotato di apposito badge, per ridurre gli utenti presenti nella zona interna, protetta, del P.S., aumentando confort e sicurezza per gli utenti e gli operatori;
  • un percorso separato di accesso per gli utenti che arrivano con mezzi propri e per gli utenti che giungono in ambulanza; per questi ultimi è stata riattivata la camera calda;
  • installazione di telecamere di sorveglianza nelle zone esterne e interne (parti comuni) del P.S.;
  • riattivazione della guardia attiva della Polizia di Stato, su disposizione della Questura;
  • istituzione di una specifica postazione, dotata di propria sala d’attesa, dedicata ai codici bianchi, attigua al triage, che assicura un diverso percorso dei casi meno gravi (e inappropriati per l’Area di Emergenza), contribuendo a decongestionare il pronto soccorso nella sua globalità. Questo ambulatorio “dedicato” è gestito da medici convenzionati che si integrano ai medici in servizio al Pronto Soccorso e all’Astanteria. Verso la sala dei codici bianchi vengono indirizzati di giorno circa il 20% dei pazienti;
  • istituzione al triage una procedura di identificazione del paziente tramite un braccialetto con codice a barre che consente il riconoscimento nella zona interna dell’area di emergenza, con lo stesso codice di accettazione riportato nei due monitor che mostrano dinamicamente i pazienti in attesa di visita (suddivisi per codice di gravità/priorità). Attraverso il codice a barre si garantisce una sicura identificazione nelle varie fasi di diagnosi e cura, limitando il rischio clinico;
  • all’interno dei nuovi locali sono in funzione sette postazioni aggiuntive, dotate di letti per degenza, dedicate all’assistenza dei “codici rossi” e alle prime cure; ciò consente di alleggerire il carico per i posti letto destinati all’OBI (osservazione breve intensiva) e all’astanteria (posti letto di ricovero ordinario in medicina d’urgenza);
  • oltre all’istituzione del citato servizio di assistenza psicologica agli utenti del P.S., è stata attivata la presenza di volontari e una specifica accoglienza ai cosiddetti codici “rosa”, dedicati alle donne oggetto di violenza fisica o psicologica, servizio per il quale l’ASP ha ricevuto di recente un riconoscimento a livello nazionale;
  • disponibilità sul sito aziendale delle liste di attesa di tutti i Pronto Soccorso della provincia, aggiornate in tempo reale, con le stesse informazioni disponibili all’interno dei P.S.;
  • l’Azienda ha già dato corso, con diverse procedure di assunzione e stabilizzazione, al potenziamento degli organici. Pur nella costante difficoltà di reperimento di risorse umane, nei pronto soccorso della Provincia sono stati recentemente immessi in servizio quattordici nuovi medici con incarichi a tempo determinato (6 ad Agrigento, 3 a Sciacca, 3 a Licata e 2 a Canicattì). In questi giorni si sta completando la fase di accettazione delle domande di stabilizzazione per dirigenti medici di P.S. (scadenza 7 maggio) e sono già pervenute sette domande di assunzione a tempo indeterminato che, se dotate dei requisiti di legge, potranno trovare accoglienza entro il mese di maggio p.v..

L’intento aziendale rimane quello di migliorare ulteriormente la qualità dell’accoglienza, i tempi di attesa, la sicurezza delle cure e l’informazione continua agli utenti. A questo scopo sono previsti alcuni interventi necessari ad un uso più selettivo delle vie d’accesso, al miglioramento della segnaletica finalizzata ai trasferimenti da e verso gli altri reparti, all’incremento delle informazioni disponibili sui monitor di controllo anche con “alert” dedicati al singolo paziente, alla realizzazione di apposita “app” per smartphone/tablet in cui l’utente attraverso il codice identificativo a barre possa ottenere informazioni riservate che lo riguardano, alla revisione dei processi assistenziali che coinvolgono altri reparti per attività di consulenza e cura. Si intende progressivamente applicare tali standard agli altri Presidi. Va anche detto che chi necessita di una diagnosi per piccole fratture o comunque problematiche di lieve entità che riguardano circa il 20-30% dei casi, grazie all’integrazione dei servizi di radiologia dei poliambulatori di Agrigento e Favara con quello del “San Giovanni di Dio”, può già da tempo ottenere servizi diagnostici più celeri recandosi proprio presso la sede di uno dei due poliambulatori.