Montante e i servizi segreti, i pm di Caltanissetta a Roma per interrogare D’Agata

Montante e i servizi segreti. Un filone dell’inchiesta sul «sistema» messo in piedi dall’ex presidente della Confindustria Sicilia è riservato ai rapporti strettissimi tra l’imprenditore e i vertici dei servizi. Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, la prossima settimana i pm della Dda di Caltanissetta, coordinati dal procuratore capo Amedeo Bertone, voleranno a Roma per sentire alcuni indagati. In primis, il colonnello Giuseppe D’Agata, già comandante provinciale dei carabinieri di Caltanissetta, poi a capo della Dia palermitana e di recente alto funzionario dell’Aisi, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna. D’Agata è tra i sei finiti nell’inchiesta e raggiunti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari. Oltre al colonnello dell’Arma, tra gli indagati che i magistrati vogliono sentire figurano altri personaggi di primo piano dell’Aisi, come ad esempio il direttore Arturo Esposito ed il capo reparto Andrea Cavace. L’accusa a loro rivolta è di avere passato a Montante informazioni di natura riservata.

I rapporti tra montante e D’Agata risalgono ai tempi in cui l’ufficiale era alla guida del Comando provinciale dei carabinieri di Caltanissetta. Nel famoso file excell con l’archivio segreto dell’imprenditore, «memoria» informatica del «sistema», il colonnello figura con l’appellativo «Pino D.». Ed il nome compare decine e decine di volte: l’imprenditore annota incontri, cene, pranzi, appuntamenti con il graduato. Dall’amicizia con Montante D’Agata avrebbe tratto dei benefici, come la presidenza dell’Ias, l’Industria acqua siracusana affidata a Maria Rosaria Battiato, moglie dell’ufficiale. Una nomina fortemente voluta dall’imprenditore di Serradifalco come sostenuto, dinanzi ai magistrati, da Alfonso Cicero. Fu proprio Cicero, all’epoca presidente dell’Irsap (l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive), a nominare la Battiato in quel momento dirigente dell’ufficio legale dell’Inps di Siracusa. Ma i rapporti (febbrili e consistenti) tra Montante e D’Agata si interrompono bruscamente il 21 febbraio del 2015 in concomitanza con una fuga di notizie; è quello il giorno in cui D’Agata viene a sapere delle intercettazioni riguardanti l’imprenditore. Ed attraverso delle microspie posizionate nell’auto dell’ufficiale, gli inquirenti il 31 gennaio del 2016 captano una conversazione tra D’Agata e la moglie in cui il colonnello svela alla consorte il fatto che fosse stato informato un anno prima dell’inchiesta aperta su Montante. Ad informarlo – confida l’ufficiale alla moglie – il caporeparto dell’Aisi Andrea Cavacece.