Sicilia, a rischio 13 mln per gli asili comunali: Regione invita i Comuni a presentare documentazione necessaria

Ci sono 13 milioni di euro per gli asili siciliani che rischiano in gran parte di rimanere bloccati perché i Comuni non hanno inviato la documentazione necessaria. A denunciarlo – come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – è l’assessore regionale al Lavoro, Famiglia e  Politiche sociali, Mariella Ippolito. Il 70 per cento dei Comuni, compresi i grandi centri capoluogo, fa sapere l’assessore, non si è mosso. La circolare dell’assessorato inviata ai Comuni illustra i servizi per l’infanzia e chiede il numero degli iscritti per determinare un riparto comunale. Si tratta della prima annualità del fondo triennale del Miur che supera i 13 milioni di euro per consolidare, ampliare e qualificare il Sistema integrato di educazione e di istruzione.

Acquisite dalla Regione le schede delle realtà urbane, vanno individuate le due diverse assegnazioni per servizi socio educativi per la prima infanzia da una parte e per le sezioni primavera e la scuola dell’infanzia dall’altra, rispettivamente di competenza dei dipartimenti delle Politiche Sociali e dell’Istruzione. Per la prima infanzia, quasi 8 milioni sono stati ripartiti a 80.000 bambini, mentre per le sezioni primavera e la scuola dell’infanzia 5,3 milioni sono destinati complessivamente a circa 250 mila giovanissimi siciliani. L’iter è stato condiviso con l’Anci con un documento di programmazione. Gli interventi che dovranno attivare i Comuni rispondono al consolidamento e all’ampliamento della rete dei servizi educativi a titolarità pubblica e privata convenzionata, alla stabilizzazione e al potenziamento graduale delle sezioni primavera aggregate alle scuole dell’infanzia statali o paritarie o inserite nei Poli per l’infanzia, per superare progressivamente gli anticipi di iscrizione alla scuola dell’infanzia. Infine si mira ad ampliare e sostenere la rete dei servizi per bambini, sempre nella fascia d’età compresa tra zero e sei anni, in particolare nei territori in cui sono carenti scuole dell’infanzia statali. «Per gli under 6 – spiega Ippolito -, mettiamo in campo una sinergia istituzionale, che può contare su risorse certe e regole condivise, per sostenere le famiglie con strutture e servizi che diano ai nostri bambini, a partire dai loro primi vagiti, migliori occasioni di accesso ad una crescita di qualità». Le rette per le famiglie, erogate in base ai diversi indicatori Isee, dovranno essere utilizzate per la riduzione delle spese a loro carico per il pagamento dei servizi per la prima infanzia sia pubblici che privati, per l’erogazione dei servizi per la prima infanzia esistenti, pubblici o privati iscritti all’albo regionale, o per l’ampliamento della superiore offerta per il solo anno educativo in corso. Il contributo sarà erogato dal Comune a rimborso delle spese sostenute.

Il segretario dell’Anci, Mario Alvano replica: «Come Anci registriamo su diversi fronti una crescente difficoltà degli Enti Locali, specialmente in Sicilia, nelle gestione dei servizi e nell’esercizio delle funzioni fondamentali. La complessità della normativa dagli aspetti contabili alla gestione contratti pubblici unitamente alla carenza di figure professionali incide direttamente sulla programmazione e rende più difficile la partecipazione ai bandi. Abbiamo sollevato al governo regionale il tema dei limiti sul fronte della capacità amministrativa. Quando il problema è comune alla maggior parte degli Enti – aggiunge Alvano – evidente che deve cambiare anche l’approccio della Regione. Bisogna puntare ad accompagnare gli Enti sostenendo dal punto di vista tecnico e finanziario la progettazione e consentendo loro di poter partecipare agli avvisi. Strategico è un rapporto di leale collaborazione tra le diverse istituzioni».