Tragedia a Santo Stefano Quisquina, bimba in coma farmacologico, cardinale Montenegro: “Preghiamo perché si salvi”

«Presentiamo una preghiera al buon Dio, affinché la piccina si salvi. Non ci sono parole da pronunciare quando una mamma e un figlio muoiono. L’unica è il silenzio, il silenzio che diventa abbraccio per la bambina». L’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, ieri sera, ha «affidato» la piccina alla misericordia di Dio. Anche l’arcivescovo era fortemente scosso e commosso per la tragedia che si è verificata a Santo Stefano Quisquina. «Facciamo la volontà di Dio – ha detto don Franco come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – . L’affidiamo a Dio che le dia salute, che la salvi. L’unica cosa che resta in questi momenti è la preghiera, affidarsi alla misericordia di Dio».

Il lutto cittadino, a Santo Stefano Quisquina, in occasione dei funerali di Maria Stella Traina e del figlio Angelo, è stato già deciso. Ieri sera, soprattutto nel piccolo comune montano dell’Agrigentino, si pensava però anche alla piccina – che è ricoverata, in gravi condizioni, all’ospedale dei Bambini di Palermo – e, pare, ci si stesse organizzando per una veglia di preghiera. Niente era stato però ancora deciso. Tutti gli abitanti di Santo Stefano Quisquina erano, infatti, sotto choc, ancora increduli della tragedia verificatasi sulla «Corleonese Agrigentina». «Siamo sotto choc, sgomenti, addolorati. È una tragedia che coinvolge tutta la nostra comunità». Queste le parole, poche ore dopo l’incidente mortale, del sindaco di Santo Stefano Quisquina, Francesco Cacciatore, che si è stretto al dolore e alla disperazione dei suoi concittadini. Cacciatore, non appena ha avuto notizia del drammatico incidente stradale, è stato in contrada Contuberna. «Proclamerò il lutto cittadino – ha annunciato, commosso, Cacciatore – . Siamo in attesa di notizie sulle condizioni di salute della bambina. Nutriamo speranza e preghiamo affinché Dio la salvi».