Servizi gratuiti per anziani ad Agrigento, l’Ada cerca volontari

“L’ADA (Associazione per i Diritti degli Anziani) di Agrigento cerca volontari per la nuova campagna di ricerca fondi e per la programmazione dei prossimi progetti”. Con queste parole il neo presidente Vito Capobianco lancia un appello e invita i cittadini della provincia di Agrigento a dare una mano agli anziani attraverso l’attività di volontariato. L’ADA – continua Capobianco – è un’associazione, senza fini di lucro, iscritta al Registro Nazionale delle Associazioni di Volontariato, sviluppata con articolazioni regionali e provinciali, accomunate da medesimi principi e da un coordinamento centralizzato. L’associazione accompagna tutti i cittadini, in special modo gli anziani, nella risoluzione di molteplici problemi legati al vivere quotidiano, siano essi di carattere sanitario, familiare, sociale, residenziale, istituzionale o di rapporto con gli enti di amministrazione pubblica.

Nelle sue attività l’associazione ha prestato e presta tutt’ora particolare importanza ai rapporti intergenerazionali, quali strumenti imprescindibili per la creazione di una società solidale che trae forza dallo scambio e dalla coesistenza di esperienze tra generazioni differenti. Occorre ripartire da quell’insieme di relazioni interpersonali improntate sulla reciprocità, sulla solidarietà e sulla fiducia che gravitano e si intrecciano attorno alle persone, perché sono queste le relazioni che mobilitano le risorse umane e materiali che assicurano sostegno e protezione agli individui sia nella vita quotidiana, sia, in particolar modo, nei momenti di disagio. Le reti relazionali nelle quali si riconoscono gli individui rappresentano per noi risorse capaci di influenzare il livello di benessere di una intera collettività in quanto risorse aggiuntive rispetto alle dotazioni di capitale economico e culturale di cui ciascun individuo dispone.

Il neo presidente Capobianco dichiara, inoltre, che sono in fase di programmazione una serie di iniziative per favorire l’integrazione sociale delle persone anziane, spinti dall’idea che nessuna fascia d’età, nel panorama di una società giusta, civile e sana debba mai sentirsi esclusa, ma piuttosto, continui a percepire la propria utilità sociale in seno alla collettività. “Muoversi, mangiar sano, tenere dei comportamenti che mantengano attiva la nostra mente, vaccinarsi, non rinunciare alle attività di socializzazione, riscoprire certe manualità perse, aggiunti ad una alfabetizzazione informatica che andrebbe sempre più incentivata, sono da sempre per noi, come associazione ADA, una priorità; e lo sono perché sono tutti fattori che concorrono a determinare il benessere soggettivo e la soddisfazione di vita delle persone.

Pertanto, tra le attività previste proporremo l’arteterapia, con laboratori manuali, di pittura, le attività di socializzazione e prevenzione della solitudine, la stimolazione cognitiva, la musicoterapia, l’assistenza domiciliare leggera”. Per realizzare i suddetti progetti e molti altri ancora che ne seguiranno, il neo presidente Capobianco ricorda quanto sia importante che ogni cittadino della nostra provincia di Agrigento non faccia mancare il proprio sostegno alla nostra associazione attraverso la raccolta del 5 per mille dell’Irpef, che è lo strumento tramite il quale, ogni contribuente può aiutare le associazioni di volontariato come la nostra, apponendo semplicemente una firma nel settore “Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale…” del modello della dichiarazione dei redditi. Nello spazio sotto la firma è necessario ricordarsi di indicare il codice fiscale dell’associazione ADA che è lo: 03958751004

Per coloro che vorranno offrire la propria candidatura in qualità di “volontario”, basterà chiamare il seguente numero dell’associazione: 334.3988667. In società così “povere di tempo” come la nostra, non è superfluo qui sottolineare quanto sia importante e quanto siamo grati a tutti coloro che già fanno e/o vorranno fare attività di volontario presso la nostra associazione. Quella che per il volontario è una esperienza interiore, attraverso la quale mette a servizio della comunità quel “saper fare” in cui è abile, diventa per altri strumento di inclusione sociale.