Ambiente, via libera al progetto “Eraclea” per trivellazioni sali potassici ed alcalini a ridosso della foce del Platani

Il servizio Via dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente ha comunicato la procedibilità dell’istanza presentata da General Mining Research Italy s.r.l., “relativa al permesso di ricerca per Sali potassici ed alcalini Eraclea nel territorio dei Comuni di Cattolica Eraclea e Ribera”. Le amministrazioni, gli enti territoriali nonché qualsivoglia altro soggetto interessato hanno facoltà di presentare osservazioni entro 45 giorni (a partire dal 21 maggio 2018).
Critiche al progetto sono già state espresse da parte di Marevivo e del Wwf. “In riferimento al progetto relativo al permesso di ricerca per sali potassici e alcalini nel territorio appartenente ai comuni di Ribera e Cattolica Eraclea, questa associazione – ha scritto in una nota il presidente regionale di Marevivo Sicilia Fabio Galluzzo in una lettera inviata all’Assessore Regionale del Territorio ed Ambiente – ritiene assolutamente incompatibile il sito in questione in quanto trattasi di sito nelle vicinanze delle seguenti zone protette: Sito di interesse comunitario SIC ITA040003 “Foce del Magazzolo, Foce del Platani, Capo Bianco e Torre Salsa”; Riserva naturale della foce del fiume Platani; Riserva naturale di Torre Salsa; Geosito di Eraclea Minoa. Pertanto, oltre a rilevare l’assoluta inadeguatezza del sito per le ricerche di cui all’oggetto, la scrivente associazione si dichiara contraria a qualsiasi insediamento di cave e/o miniere nel territorio oggetto della presente richiesta”.
Il Wwf Sicilia Area Mediterranea, presieduto da Giuseppe Mazzotta, ha già protestato contro il progetto di ricerca per sali potassici e alcalini “Eraclea” nel territorio dei comuni di Ribera e Cattolica Eraclea, in un’area a monte della foce del fiume Platani, sito di importanza comunitaria, protetto dalla Comunità Europea. Per il Wwf è inconcepibile che si pensi ad attività estrattive “in una zona dove a poche centinaia di metri si trovano una riserva naturalistica, lungo il corso del fiume, e il laghetto Gorgo, che ormai accoglie una notevole quantità di specie migratorie e stanziali, costituendo di fatto una zona umida difficile da integrare in Sicilia. L’industria mineraria a ridosso della foce di un fiume – si legge in una nota del Wwf – è contro natura e contro la vocazione turistica che il sito possiede per le stesse suggestioni suggerite dal sito di Dedalo e Minosse che proprio qui trovò accoglienza: e poi arance, ulivi, fragoline, una struttura agricola con Dop, Igp e presidi Slow Food invidiati da tutto il mondo”.