Lotta alla mafia nell’Agrigentino: i vertici di tre mandamenti decapitati dai carabinieri

Nell’incantevole  scenario incantevole della Valle dei Templi  è stato celebrato, ieri, il 204° anniversario della fondazione dell’Arma dei carabinieri. Come da tradizione è stato anche il momento di obiettivi e bilanci. E il tenente colonnello Giovanni Pellegrino, comandante provinciale dell’Arma di Agrigento, non poteva che cominciare parlando dell’ultima, in ordine di tempo, operazione antimafia: il blitz «Montagna» messo a segno, lo scorso 22 gennaio, dai carabinieri del reparto Operativo «che hanno decapitato i vertici di tre mandamenti mafiosi e di 16 famiglie ad essi collegate. Come riporta il Giornale di Sicilia, sono scattati i sigilli a carico di 7 società riconducibili a Cosa Nostra, per un valore di oltre un milione di euro e sono stati sequestrati ben 537 mila euro in contanti rinvenuti durante il blitz». Perché per l’Arma resta prioritario l’attacco frontale alla criminalità organizzata e il contrasto di tipo patrimoniale che colpisce al cuore il funzionamento di Cosa Nostra.

Rievocato anche l’imponente sequestro, della scorsa estate, a Favara, di una vera «Santa Barbara». «Micidiali granate e armi da fuoco, anche da guerra, nella verosimile disponibilità della criminalità organizzata, sono state tolte dalla strada per essere distrutte», ha spiegato il tenente colonnello Pellegrino. Sono state 557 le persone arrestate nel 2017, alle quali se ne sono aggiunte altre 357 nei primi cinque mesi di quest’anno. «Risultati conseguiti dai carabinieri durante gli innumerevoli servizi di controllo del territorio, svolti di giorno e di notte, talvolta anche con l’ausilio delle unità antiterrorismo» ha evidenziato il comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento . Un anno, quello del lavoro dei militari dell’Arma, che portato alla drastica riduzione in tutta la provincia, delle estorsioni, al ridimensionamento del 38,9 per cento delle rapine e del 25,8 per cento degli attentati incendiari.

All’attacco frontale alla criminalità organizzata e ai suoi patrimoni illecitamente accumulati, al monitoraggio delle dinamiche amministrative, anche in relazione ad eventuali ipotesi di infiltrazione mafiosa e alla lotta alla corruzione, l’Arma affianca sempre – senza mai perdere di vista le priorità – il contrasto all’odioso fenomeno della violenza sulle donne, spesso anticamera di veri e propri «femminicidi». «Tre sono stati in pochi mesi gli arresti, in distinte operazioni, che, tra Agrigento, Sciacca e Favara, – ha ricordato, ieri sera, il tenente colonnello Pellegrino – hanno scongiurato che condotte violente o ricattatorie potessero avere conseguenze irreparabili nei confronti di donne in difficoltà e, in un caso, di una adolescente».

Ma l’Agrigentino è anche terra di frontiera. «Ininterrotta è stata l’opera di soccorso, in mare e a terra, ai numerosi migranti sbarcati sulle nostre coste o sulle isole Pelagie», ha confermato il comandante provinciale che oltre a ricordare l’arresto, in due distinte operazioni, di scafisti e favoreggiatori dell’immigrazione clandestina, ha voluto ringraziare i militari delle stazioni di Lampedusa e di Siculiana. «Se da un lato c’è stato lo sforzo dei militari di Lampedusa per frenare, all’inizio dell’anno, con ripetuti arresti, il crescente fenomeno dei furti in abitazione – ha spiegato –, dall’altro canto commovente è stata la risposta di dei militari sotto il profilo della solidarietà. Il comandante della stazione di Siculiana, Fabio Natale, assieme a sua moglie, con discrezione, senza clamore, in pieno inverno, – ha raccontato il tenente colonnello Pellegrino – non ha esitato ad ospitare per tutta la notte a casa sua, rifocillandola, una famiglia siriana appena sbarcata a Torre Salsa, infreddolita e con tre bambini affamati».

Schierato, nella Valle dei Templi, ai piedi del tempio di Giunone, un reparto di formazione in armi composto sia da carabinieri in grande uniforme speciale, sia in uniforme di rappresentanza. Ma, ieri, erano presenti anche i componenti dei reparti speciali tra cui i carabinieri Forestali, il nucleo operativo ecologico, il nucleo Ispettorato del lavoro ed anche carabinieri impiegati in missione all’estero. Ringraziando il prefetto Dario Caputo, il tenente colonnello Pellegrino ha sottolineato che «la perfetta sinergia e la corale azione di contrasto nella lotta alla criminalità, comune ed organizzata, pur nel rispetto dell’autonomia e delle peculiarità di ogni singola forza di polizia, costituisce, anche in questa provincia, un modello vincente che si rifà a quello nazionale, ritenuto tra i più efficienti al mondo». Sono stati ricordati anche «i tanti, ripetuti, blitz per contrastare lo spaccio di droga e l’attività investigativa che ha portato la stazione di Cattolica Eraclea sulle tracce di due ricettatori, con il recupero di gioielli e denaro per oltre 100 mila euro, sottratti da numerose abitazioni della zona, subito restituiti ai proprietari»