Mafia nell’Agrigentino, inchiesta Icaro: processo d’appello per 14 imputati

Il 9 luglio davanti ai giudici della terza sezione della Corte di appello: riparte, dopo la sentenza di primo grado emessa dal gup di Palermo Roberto Riggio poco meno di un anno prima, il processo scaturito dall’inchiesta «Icaro» che avrebbe disarticolato le nuove famiglie mafiose dell’Agrigentino in continua riorganizzazione dopo le varie operazioni che le hanno colpite al cuore. La sentenza dello stralcio abbreviato è stata emessa il 21 luglio dello scorso anno: dodici le condanne e dieci le assoluzioni. Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, otto imputati, assolti in primo grado, non figurano nella lista dell’appello perché le sentenze non sono state impugnate e sono diventate definitive. Quattordici anni di reclusione erano stati inflitti a Pietro Campo, 66 anni, di Santa Margherita Belice, ritenuto «esponente di vertice dell’organizzazione criminale nel territorio». Nonostante il gip, nel dicembre del 2015, non avesse accolto, in un primo momento, la quasi totalità delle richieste in sede cautelare, disponendo l’arresto solo per la detenzione illegale di armi, il giudice, al termine del processo con rito abbreviato, lo ha ritenuto colpevole di associazione mafiosa e gli ha inflitto 14 anni di reclusione in continuazione con una precedente sentenza. Per il figlio Giovanni, 37 anni, accusato di essere un componente della famiglia mafiosa di Santa Margherita, è stata decisa l’assoluzione che non è stata impugnata ed è, quindi, definitiva.

Condanna anche per il presunto capo della famiglia mafiosa di Agrigento: un’altra vecchia conoscenza della mafia agrigentina. Antonino Iacono, 64 anni: in appello sarà discussa la sua condanna in continuazione a 14 anni e 8 mesi di reclusione. Assoluzione, invece, per il presunto capo della famiglia mafiosa di Favara, Giuseppe Picillo, 55 anni, collega di lavoro di Iacono: entrambi lavorano nella ditta Fauci Laterizi. Anche per Iacono l’assoluzione non è stata impugnata. Francesco Messina, 61 anni, cugino del padre del boss Gerlandino Messina, è stato condannato a 14 anni e 8 mesi di reclusione con l’accusa di essere stato il nuovo capo della cosca di Porto Empedocle seguendo il solco di una lunga tradizione di famiglia. Ecco, nel dettaglio la sentenza di primo grado, fra parentesi le richieste di pena formulate dai pm Claudio Camilleri e Bruno Brucoli: 14 anni e 8 mesi in continuazione (20 anni) per Antonino Iacono, 14 anni e 8 mesi (20 anni); per Francesco Messina; 10 anni (12 anni) per Rocco D’Aloisio, 46 anni, di Sambuca di Sicilia; e 8 anni e 8 mesi (9 anni) per Tommaso Baroncelli, 40 anni, di Santa Margherita Belice; assolto Domenico Bavetta, 34 anni di Montevago (9 anni); assoluzione (12 anni di reclusione) per Giuseppe Picillo; 10 anni e 8 mesi (9 anni) per Mauro Capizzi, 47 anni, di Ribera, assoluzione (9 anni) per Gioacchino Iacono, 36 anni, di Realmonte, assoluzione (9 anni) per Giuseppe Lo Pilato, 44 anni, di Giardina Gallotti; 14 anni complessivamente in continuazione per Pietro Campo, (20 anni); assoluzione (8 anni di reclusione) per Giovanni Campo (12 anni), 10 anni per Francesco Capizzi inteso «il milanese», 50 anni, di Porto Empedocle (12 anni), 10 anni (12 anni) per Francesco Tarantino inteso “Paolo”, 29 anni, di Agrigento, residente a Porto Empedocle; 10 anni e 4 mesi (14 anni) per Giacomo La Sala, 47 anni, di Santa Margherita Belice; assoluzione (6 anni) per Piero Guzzardo, 37 anni, di Santa Margherita Belice; assoluzione (12 anni) per Gioacchino Cimino, 61 anni, di Agrigento residente a Porto Empedocle, 10 anni (12 anni) per Santo Interrante, 34 anni, di Santa Margherita Belice; assoluzione (8 anni) per Francesco Pavia, 35 anni, di Porto Empedocle; 3 anni e 4 mesi (6 anni) per Emanuele Riggio, 45 anni, di Monreale; assoluzione (3 anni e 4 mesi) per Domenico Cucina, 48 anni, di Lampedusa, assoluzione (otto anni) per Leonardo Marrella 38 anni di Montallegro e 10 anni (15 anni) per Diego Grassadonia, 54 anni, di Cianciana.

In appello saranno discusse le posizioni di Lo Pilato, Antonino Iacono, Pietro Campo, Marrella, Francesco Capizzi, Tarantino, Messina, Mauro Capizzi, Interrante, La Sala, D’Aloisio, Baroncelli, Riggio e Grassadonia.