Formazione in Sicilia, già oltre 42 mila richieste per i corsi

Oltre 42 mila richieste di iscrizione ai corsi di formazione professionale. Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, all’assessorato guidato da Roberto Lagalla hanno tirato un sospiro di sollievo, ieri, quando hanno visto i dati dei primi due giorni di selezione. Così il sistema può ripartire anche se non permetterà di riassorbire tutto il personale in servizio negli anni d’oro e ancora iscritto nell’albo. Il sistema informatizzato delle iscrizioni è andato in tilt perché in troppi hanno cercato di iscriversi. E ciò cela dei meccanismi che hanno permesso di «dopare» il sistema-formazione per farlo ripartire. Premessa: da quest’anno non è la Regione a scegliere quali corsi finanziare, sono gli allievi ad iscriversi ai corsi scegliendo da un catalogo pubblicato da giorni. Ogni volta che un corso raggiunge un minimo di 15 studenti, il gestore ottiene dalla Regione i fondi per farlo iniziare. Ogni allievo in questi giorni può scegliere di pre-iscriversi fino a un massimo di 5 corsi. Poi riceve dall’ente l’ok (nel senso che c’è il posto in aula) e da quel momento lo stesso allievo deve compiere la scelta definitiva su uno dei 5 corsi a cui si è pre-iscritto. In assessorato calcolano che non tutti gli allievi si siano pre-iscritti in questi primi due giorni a 5 corsi: «Noi stimiamo una media di 4 preiscrizioni, il che significa che ci sono già fra i 10 e i 12 mila allievi pronti a frequentare i corsi di formazione. Ciò dimostra che il settore è ancora appetibile» commenta Lagalla. In realtà i corsi sono bloccati dal dicembre del 2015.

La nuova data per la prima campanella è fissata all’inizio di luglio. Prima però va completata la fase delle iscrizioni e dunque il finanziamento degli enti. E qui sta uno dei problemi degli ultimi giorni. Ovviamente – spiegano in assessorato – ogni ente aveva interesse a far iscrivere al più presto possibile nei propri corsi il maggior numero di allievi per ottenere subito il finanziamento. In pratica, quanto più velocemente un gestore raccoglie 15 studenti, tanto prima ottiene i soldi dalla Regione. E poichè i finanziamenti (125 milioni in totale) vengono concessi fino a esaurimento, ecco l’urgenza di raggruppare gli allievi fin dai primi due giorni. In questo modo si sono accavallate le richieste di iscrizione dei normali allievi e quelle «spinte» dai gestori degli enti che da mesi erano autonomamente a caccia di studenti. Così il sistema è andato in tilt: «Ma abbiamo già ovviato al problema – assicura Lagalla – bloccando l’accesso agli enti e prolungando il termine per le iscrizioni fino al 26 giugno. Escludo altri problemi». In questo modo l’assessore ha risposto ai grillini, che a caldo hanno parlato di «flop in stile click day», e a Forza Italia che con Rossana Cannata ha presentato una interrogazione all’Ars «per segnalare malfunzionamento della piattaforma telematica, che non riesce a supportare un carico dati elevato e che rischia di diventare un calvario per le imprese e in generale per i destinatari degli avvisi».

Polemiche a parte, Lagalla guarda già alla fase 2: il riassorbimento degli esuberi. Ogni ente dovrà selezionare parallelamente agli studenti anche i docenti e il personale amministrativo. Lagalla continua a pressare «affinchè venga recuperato il massimo numero di dipendenti iscritto nell’albo storico, anche se siamo consapevoli che i fondi a disposizione non permetteranno di riprendere tutti». In realtà l’assessorato ha fatto un censimento scoprendo che solo 5.700 degli 8 mila iscritti all’albo sono ancora interessati: «Gli altri probabilmente hanno trovato altri lavori – commenta Lagalla -. Per chi non verrà recuperato in questa fase stiamo preparando un piano di prepensionamenti. Abbiamo già stanziato 30 milioni a questo scopo. Un’altra fetta di personale può essere riconvertito: il ministero ci chiede di formare personale che possa lavorare al potenziamento della rete digitale, c’è già un piano dell’ex Italia Lavoro».