Randagismo ad Agrigento, animalisti in allarme: ”Abbandonati 40 cuccioli a settimane”

Emergenza randagismo nella città dei templi, al collasso i rifugi per cani. A lanciare l’allarme l’associazione animalista Aronne che sottolinea l’importanza delle sterilizzazioni per contrastare il problema. “Riceviamo segnalazioni di 40-50 cuccioli abbandonati a settimana, solo Agrigento – dice il presidente dell’associazione Sandro Fanara – fa registrare l’abbandono di più di 2.000 cuccioli all’anno, spesso ritrovati nei cassonetti della spazzatura, queste sono le segnalazioni che mediamente riceviamo e alle quali, purtroppo, non riusciamo a dare seguito. Non si tratta – spiega – di cuccioli nati da cagne felici, autodeterminate, inserite in branchi armonici, ma sono cuccioli figli di cagne padronali, che nascono nelle case delle persone e che poi vengono abbandonati. I cani padronali – sottolinea – sono il vero focolaio del randagismo, su questo bisogna lavorare facendo le sterilizzazioni. In una realtà sociale e culturale come la nostra la sterilizzazione dovrebbe essere la priorità etica per chi è convinto di volere bene ai cani. Non si può far finta che questo problema non esista. Il nostro rifugio è sempre pieno, sono 200 i cani accuditi in pianta stabile senza mai ricevere nessun finanziamento pubblico. E’ difficile vivere in una terra che ha sovvertito il senso stesso dell’essere istituzione a favore di una forma di immorale ricatto che obbliga noi volontari a sostituirci a tutti con il solo diritto della nostra iniziativa. I branchi armonici sono ormai una rarità e sono davvero pochi perché tutti gli altri li hanno avvelenati, la provincia di Agrigento troppo spesso è saltata agli onori della cronaca per questo motivo. Il randagismo rappresenta un serio problema anche per il turismo, molte le segnalazioni che riceviamo dai turisti che arrivano nella nostra città e restano impressionati”.

I volontari sono allo stremo, alcuni ospitano i cani anche nelle loro abitazioni in attesa delle adozioni. Tra le volontarie di Aronne Jessica Vecchio, che dice: “Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Difficile comprendere cosa voglia dire gestire tanti cani anziani, osservare ogni segnale vivere con ansia, giorno dopo giorno cercando sempre il giusto compromesso tra speranza e ragione. Per aiutarci è possibile donare il 5X1000 alla nostra associazione o fare donazioni, tutte le informazioni sulla nostra pagina Facebook”.

Chiede aiuto per non chiudere il “Rifugio Hope” di Agrigento anche l’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) che ha lanciato una raccolta fondi su Facebook. “Per continuare ad essere la casa, seppur temporanea, dei più indifesi, è necessario – spiega Laura Samaritano, delegata Oipa Agrigento – attrezzare il rifugio con strutture e dotazioni in linea con le recenti disposizione emanate dalla Asp di Agrigento. Non un canile, ma un’oasi di pace in cui guarire le ferite del corpo e dell’anima, con l’obiettivo di accompagnare gli animali ospitati verso una futura adozione. Una cuccia in cui accoccolarsi, cibo per spegnere la fame, amici con cui giocare, un prato per correre a perdifiato e dimenticare un passato difficile: in questi anni abbiamo accolto centinaia di cani feriti, malati o troppi piccoli per sopravvivere in strada. Vite che restano appese ad un filo, tra mille pericoli, fin quando qualcuno non decide di toglierli dalla strada e trarli in salvo. Ma ad ogni recupero – aggiunge – seguono infinite difficoltà che tra veterinari, cibo, viaggi e farmaci che tengono in vita i nostri cani le spese diventano insostenibili aumentando debiti a dismisura. Ora siamo noi ad aver bisogno del sostegno di tutti. Ampi box, un’infermeria, grandi spazi verdi dedicati al gioco e alla socializzazione, aree dedicate all’educazione e riabilitazione comportamentale: il progetto a sostegno del Rifugio Hope – conclude – punta a renderlo sempre più un luogo rispettoso delle esigenze etologiche dei cani, è una grande scommessa che con il vostro aiuto speriamo di poter vincere”.