Donna muore dopo il ricovero ad Agrigento, condannato medico che scambiò problemi cardiaci con un colpo di freddo

Un anno di reclusione e una provvisionale, vale a dire un anticipo del risarcimento del danno, per i familiari della vittima: secondo il giudice monocratico Rosanna Croce la responsabilità della morte di Maria Vaccaro, la donna di Porto Empedocle, deceduta a 36 anni il 27 luglio del 2012 dopo il ricovero all’ospedale San Giovanni di Dio, è del medico del pronto soccorso Rosa Manuele. Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, il medico, difeso dall’avvocato Ninni Giardina, avrebbe omesso di diagnosticare una «sindrome coronarica acuta» che sarebbe stata scambiata per un colpo di freddo. La donna che accusava dei dolori al braccio e alle spalle, secondo la ricostruzione dell’episodio, sarebbe morta per l’aggravarsi delle sue precarie condizioni cardiache mai diagnosticate.

Nell’inchiesta in un primo momento erano stati coinvolti altri quattro medici ma la loro posizione è stata archiviata perché sarebbe stata solo l’imputata a trattare il caso. Sulla base delle indagini è stata esclusa la responsabilità di una cardiologa e di un altro medico del pronto soccorso che terminò il turno dopo avere passato le consegne al medico Rosa Manuele. Il marito della donna, Filippo Principato, assistito dall’avvocato Gianfranco Pilato, qualche ora dopo la morte della moglie, ha presentato una dettagliata denuncia con la quale segnalava «omissioni e negligenze». La sua costituzione di parte civile e quella dei figli, però, sono state ritirate dopo che hanno ottenuto il risarcimento. Le sorelle, il fratello e i genitori (difesi dagli avvocati Giuseppe Lauricella e Santo Lucia) sono rimasti nel processo e il giudice ha stabilito, oltre al diritto al risarcimento che andrà quantificato in sede civile, una provvisionale, vale a dire un anticipo del risarcimento, subito esecutivo, fra i 20 e i 30 mila euro.

La donna, secondo quanto avrebbe accertato il processo, sarebbe stata ignorata per oltre mezz’ora al Pronto Soccorso del San Giovanni Di Dio. «Le è stato detto di non avere alcuna patologia – ha detto il pubblico ministero Alfonsa Fiore durante la requisitoria – e che i dolori al braccio e alle spalle sarebbero stati causati dall’aria condizionata. Non c’è alcun dubbio che è morta a causa della mancata diagnosi». Il pm Fiore aveva chiesto la condanna a due anni e sei mesi di reclusione. Maria Vaccaro è deceduta poco prima di essere sottoposta ad alcune radiografie. Il medico legale Giuseppe Ragazzi, incaricato dalla Procura agrigentina di accertare le cause della morte, era arrivato alla conclusione che si è trattato di una «sindrome coronarica acuta», una riduzione del flusso sanguigno al cuore che poteva essere curata se ci fosse stata maggiore tempestività.