Operazione “Spring fish” nell’Agrigentino: sequestrati circa 193 kg di prodotti ittici privi di tracciabilità

Prosegue l’attività dei militari della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle al fine di garantire la tutela del consumatore dalle frodi alimentari ed assicurare la qualità, la provenienza e la freschezza del prodotto ittico che troverà posto sulle tavole dei ristoranti e delle famiglie. Questa volta, l’operazione complessa denominata “Spring fish”, coordinata dalla Direzione marittima di Palermo, nel periodo compreso dal 21 maggio all’8 giugno, ha visto i militari della Guardia costiera impegnati in numerosi controlli nella provincia di Agrigento. In particolare sono stati sottoposti a verifica 37 luoghi adibiti alla somministrazione di prodotto ittico suddivisi tra ristoranti, venditori ambulanti e pescherie. A 5 ristoranti sono stati comminate sanzioni da 1.500 euro ciascuno perché sprovvisti di idonea documentazione necessaria ad attestare la tracciabilità del pescato, così come disposto dal D.lgs 04/2012, contente il riassetto delle misure a tutela della risorsa ittica.
Inoltre, al titolare di un esercizio commerciale è stato comminato un verbale amministrativo di 1.000 euro perché carente dei requisiti igienici imposti dai Regolamenti comunitari 852/853/554 del 2004. È stato organizzato un controllo congiunto tra i militari della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle e il personale della Polizia Stradale di Agrigento che ha portato alla confisca di circa 90 kg di prodotto ittico a causa della mancanza della documentazione necessaria ad attestare la tracciabilità del pescato. Inoltre, sono state elevate sanzioni amministrative per mancanza di autorizzazione sanitaria, delle procedure di autocontrollo HACCP, dell’idoneità termica dei veicoli, per revisione scaduta e per mancanza della documentazione del mezzo, per un totale di 15.525,00 euro. Nell’area portuale di Licata, sono stati sequestrati contro ignoti circa 500 esemplari di ricci di mare, la cui cattura è vietata nei mesi di maggio e giugno.
In mare invece, la dipendente motovedetta CP765, ha colto in flagranza un peschereccio intento alla pesca sottocosta comminando al comandante e armatore un verbale amministrativo da 4.000 euro e un verbale amministrativo da 2.000 euro perché privo delle registrazioni del pescato. Complessivamente, nel corso di tutta l’operazione, sono stati confiscati circa 193 kg di prodotto ittico, 40 metri di rete da pesca e sono state elevate sanzioni amministrative per mancanza di tracciabilità del prodotto ittico e per mancato rispetto dei requisiti previsti dal pacchetto igiene, per un totale di 22.256,00 euro. Il prodotto ittico confiscato, a seguito di ispezione effettuata dai Veterinari dell’A.S.P. di Agrigento, è stato dichiarato non idoneo al consumo umano per l’impossibilità di verificarne la provenienza ed è stato destinato alla distruzione. ueTale operazione rientra nelle vaste attività di controllo poste in essere dal Comando in intestazione, finalizzate alla repressione di attività illecite che possano insistere nel territorio di giurisdizione.