Pensioni, Opzione donna e Quota 41 nella risoluzione al Def 2018 di Fratelli d’Italia

“Ecco la parte inerente alle pensioni contenuta nella nostra risoluzione al Documento di Economia e Finanza. Gli impegni presi con le categorie al cui fianco sono stato per molti anni e sempre sarò sono messi nero su bianco nel primo importante provvedimento che si voterà alla Camera in settimana. Vediamo che succede”. Lo scrive su Facebook il deputato di Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto, condividendo la risoluzione presentata sul Def 2018. Con la risoluzione, in particolare, si chiede al governo una nuova misura di salvaguardia per gli esodati, i lavoratori più penalizzati dalla legge Fornero, la proroga del regime sperimentale di Opzione donna per la pensione anticipata delle lavoratrici, la soluzione Quota 41 per i lavoratori precoci che hanno cominciato a lavorare in giovanissima età. Tutte misure che sostanzialmente fanno già parte del contratto di governo stipulato dalla Lega di Matteo Salvini e dal Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio. Intanto, prosegue sui social network il pressing delle lavoratrici nei confronti del governo. “Nuovo hastag #rispettateilcontratto. Pressing pressing pressing!”, ha scritto Giulia Molinaro, tra le rappresentanti del gruppo Opzione Donna proroga al 2018, condividendo un video.

Pensioni Opzione donna, tutte le info

Il regime sperimentale donna, cosiddetta opzione donna, è un beneficio – viene spiegato sul sito Inps – che consente alle lavoratrici di ottenere la pensione di anzianità con requisiti anagrafici più favorevoli rispetto a quelli in vigore dal 1° gennaio 2008 in poi. È sperimentale in quanto previsto solo per chi ha maturato i requisiti nel periodo dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2015. Il regime spetta alle lavoratrici dipendenti e autonome in possesso di anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, che non abbiano altrimenti maturato il diritto a pensione di anzianità (Riforma Maroni, legge 23 agosto 2004, n. 243) o in possesso di anzianità contributiva inferiore ai 18 anni al 31 dicembre 1995, che non abbiano optato per la liquidazione della pensione esclusivamente con le regole del sistema contributivo. La pensione di anzianità, nel caso di opzione donna, viene corrisposta alla lavoratrice decorsi 12 mesi se lavoratrice dipendente, 18 mesi se autonoma, dalla data di maturazione dei requisiti previsti. Le lavoratrici dipendenti nate nell’ultimo trimestre del 1958 (ultimo trimestre del 1957, se autonome) devono attendere ulteriori quattro mesi, relativi agli incrementi della speranza di vita del 2016.

Per avere diritto alla pensione di anzianità con l’opzione donna le lavoratrici devono possedere, entro il 31 dicembre 2015 un’anzianità assicurativa e contributiva di almeno 35 anni (34 anni, 11 mesi e 16 giorni per le gestioni esclusive dell’Assicurazione Generale Obbligatoria) e un’età anagrafica di 57 anni e 3 mesi se dipendenti e di 58 anni e 3 mesi se autonome. La facoltà è stata estesa retroattivamente anche alle lavoratrici che al 31 dicembre 2015 avevano compiuto 57 anni, se dipendenti, e 58 anni, se autonome ma che a tale data non erano in possesso degli ulteriori tre mesi richiesti per effetto degli incrementi alla speranza di vita applicati dal 1° marzo 2013 (articolo 1, comma 222, legge di Bilancio 2017). La lavoratrice deve accettare che la pensione venga liquidata interamente con il calcolo contributivo. Al momento della decorrenza del trattamento, inoltre, la lavoratrice deve cessare l’attività di lavoro dipendente. La domanda va presentata online all’INPS attraverso il servizio dedicato. In alternativa, si può fare la domanda tramite: Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;  enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.