Sciacca, donata incubatrice per l’ospedale dall’associazione “Orazio Capurro Amore per la vita”

L’unità operativa di Pediatria dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca dispone di un’incubatrice neonatale, donata dall’associazione «Orazio Capurro Amore per la vita». Si tratta di un’apparecchiatura che ha un costo di circa 15 mila euro, come riporta oggi il Giornale di Sicilia. La consegna è avvenuta ieri pomeriggio da parte dell’associazione, rappresentata dal presidente Alessandro Capurro, al direttore dell’unità operativa di Pediatria e Neonatologia, Antonino Cutaia. È intervenuto il commissario dell’Asp di Agrigento, Gervasio Venuti. L’associazione, che porta il nome del medico Orazio Capurro, morto appena venticinquenne, a causa di un incidente stradale, il 29 febbraio del 2008, si distingue ancora una volta per un’iniziativa molto importante nel settore medico.

«L’unità operativa di Pediatria e Neonatologia – afferma Alessandro Capurro – ne è sempre stata sprovvista di una da reparto e fino ad oggi qualsiasi neonato prematuro o con patologie spesso è stato trasferito presso gli ospedali di Agrigento e Palermo». Al Giovanni Paolo II di Sciacca, presso l’unità operativa di Ostetricia e ginecologia, diretta da Salvatore Incandela, nel 2017, sono nati ben 601 bambini. In Pediatria ci sono 10 posti letto, il reparto è guidato da pochi mesi dal direttore Antonino Cutaia. L’iniziativa dell’associazione Orazio Capurro Amore per la vita «potenzia l’unità operativa – sottolinea il presidente Alessandro Capurro – che rappresenta un importante punto di riferimento sanitario non soltanto per gli utenti saccense, ma dell’intero hinterland. Queste azioni sono realizzate esclusivamente con i fondi dell’associazione – aggiunge Capurro – provenienti dalla tombola di beneficenza, le quote associative dei tesserati e le offerte di liberalità che qualcuno dona all’associazione perché ne apprezza le importanti iniziative che hanno tutte una concreta ed immediata ricaduta nell’intera collettività e l’importante lavoro portato avanti in favore del territorio e soprattutto di chi vive nella sofferenza». Capurro ha aggiunto che l’associazione puntava già da qualche anno all’acquisto dell’incubatrice, «ma racimolare l’intero importo non è stato facile – dice – per un gruppo come il nostro che non gode di finanziamenti. L’ospedale disponeva di un’incubatrice da trasporto, mentre questa è la prima da reparto».

Per il direttore Antonino Cutaia la nuova incubatrice «è un’opportunità per favorire la crescita del settore della neonatologia, un settore delicato. Questa incubatrice, di ultima generazione, ci consente di integrare quanto già era presente in reparto e dare le risposte adeguate per il monitoraggio di questi bambini in una delicatissima fase della vita, rappresentata dai primi giorni di vita».