Pensioni, superamento legge Fornero tra le priorità nella risoluzione di maggioranza al Def 2018

Le aule del Senato e della Camera hanno approvato ieri la risoluzione presentata dalla Lega e dal Movimento 5 stelle al Def 2018. Il Documento di economia e finanza aveva già ottenuto il parere favorevole del ministro dell’economia, Giovanni Tria. Al Senato il documento è passato con 166 voti favorevoli, 127 contrari e 6 astenuti; alla Camera via libera con 330 voti favorevoli e 242 contrari (4 gli astenuti). “La lotta alla povertà, il sostegno ai redditi più bassi e il superamento della legge Fornero sulle pensioni“, tra le priorità indicate dalla maggioranza gialloverde nella risoluzione al Def 2018. “Sarà d’obbligo impostare in Europa un dialogo nuovo nelle sedi opportune così da ottenere regole di bilancio più flessibili e spazi maggiori per le spese produttive”, ha detto il relatore M5s, Federico D’Incà, illustrando in aula i contenuti della mozione che prevede anche le tanto attese modifiche alla legge Fornero. Il piano di riforma pensioni M5s-Lega prevede la proroga del regime sperimentale di Opzione donna, l’istituzione della Quota 100 per tutti e della Quota 41 per i lavoratori precoci. “L’esecutivo – ha detto D’Incà – si impegna a realizzare nel tempo un cambio radicale di paradigma economico che non si riduca al rilancio degli investimenti e dell’occupazione ma preveda anche la sostenbilità ambientale e sociale nella crescita economica”.

Intanto, a proposito di pensioni, ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ieri ha incontrato il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Lo ha detto Di Maio ieri sera durante un’intervista in studio a Porta a Porta, su Rai1. Il vicepremier ha aggiunto che nel prossimo consiglio de ministri porterà un provvedimento “per creare un fondo in cui far confluire i tagli ai vitalizi dei parlamentari e alle pensioni d’oro da destinare all’aumento degli assegni minimi. Vediamo quanti soldi recuperiamo, ma è un problema di giustizia sociale”, ha sottolineato.

Pensioni, ecco cosa prevede il contratto di governo M5s-Lega

Nel contratto del “governo del cambiamento” stipulato tra leghisti e pentastellasti, sulla pensioni, è previsto quanto segue: “Occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. Fornero, stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti. Inoltre è necessario riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza. Prorogheremo la misura sperimentale opzione donna che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili”.