Inchiesta sui falsi invalidi nell’Agrigentino, al via il processo a 48 imputati

È iniziato ieri mattina, davanti al collegio di giudici presieduto da Luisa Turco, il maxi processo sui presunti falsi invalidi scaturito dall’inchiesta denominata «La carica delle 104». Come racconta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, il dibattimento a carico di 48 imputati potrebbe essere aperto, dopo le questioni preliminari, all’udienza successiva fissata per il 25 ottobre. I rinvii a giudizio, contestualmente alle nove condanne con rito abbreviato, alla ratifica di altri dieci patteggiamenti e a una sentenza di non luogo a procedere, sono stati disposti dal gup Stefano Zammuto lo scorso 23 marzo. L’operazione della polizia con quattordici arresti, fra carcere e domiciliari, e altre misure cautelari minori, è scattata il 22 settembre del 2014. L’inchiesta «La carica delle 104» ipotizzava un collaudato sistema che, attraverso due «bande parallele», aveva messo in piedi un giro di certificazioni false che, con la complicità di medici infedeli e faccendieri senza scrupoli, attestava invalidità e patologie finalizzate a truffare lo stato e in particolare – da lì il nome dell’inchiesta – ottenere i benefici previsti dalla legge per disabili e rispettivi familiari che hanno la possibilità, fra le altre cose, di ottenere trasferimenti, se sono dipendenti pubblici, nelle proprie province di residenza. Per un solo imputato – il medico di Campobello, Francesco Incardona, assistito dall’avvocato Salvatore Manganello – il gup ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio emettendo una sentenza di non luogo a procedere «per non avere commesso il fatto».

Per tutti gli altri è stato deciso il processo. Ecco l’elenco degli imputati fra medici, falsi invalidi e intermediari: Antonio Alaimo, Giuseppa Gallo, Angelo Gallo, Francesca Giglio, Raimondo Gioia, Francesco Salemi, Concetta Giancani, Antonino Messinese, Giuseppe Quaranta, Alfonso Russo, Ivana Sciortino, Stefano Salemi, Angelo Greco, Francesco Incardona, Vito Rallo, Daniele Rampello, Antonino Scimè, Gerlando Taibi, Paolo Santamaria, Lorenzo Greco, Giuseppe Candioto, Giuseppe Pecoraro, Gerlanda Russello, Gaetano Capodici, Angelo Alba, Mariella Traversa, Gerlando Di Lucia, Antonino Ragusa, Salvatore Attanasio, Giuseppe Porcello, Luca Gaziano, Carmelo Curaba, Giuseppa Zambito, Nino Vasarella, Gaetana Cacioppo, Antonino Iacono, Giovanni Iacono, Piera Daniela Lo Iacono, Emilio Attenasio, Salvatore Bellomo, Giuseppa Milisenda, Rosaria Morello, Vincenzo Antonio Gallea, Francesco Infurna, Gianfranco Pullara, Alfonso Monachino, Carmela Cuffaro, Calogero Stagno, Antonella Nobile e Giuseppe Chianetta. Già negli anni scorsi un’altra ventina di imputati aveva scelto di patteggiare nella fase delle indagini preliminari. La presunta “fabbrica” di falsi invalidi, in alcuni casi è stata scoperta con le immagini impietose delle telecamere che hanno filmato le sceneggiate degli arrivi per la visita davanti alla commissione in ambulanza e barella, salvo poi scendere a piedi, convinti di non essere visti.