Sanità, Savarino: “Più posti letto e reparti negli ospedali di Sciacca, Licata a Canicattì”

“Voglio intervenire sul tema della sanità nell’agrigentino per smorzare il clima di allarmismo che artatamente qualcuno sta alimentando in merito alla possibilità che vengano effettuati  innumerevoli tagli ai posti letto in provincia di Agrigento”. Lo dichiara, in una nota, la presidente della commissione Territorio Ambiente e Mobilità dell’Ars Giusy Savarino, che aggiunge: “L’Assessore Razza sta predisponendo la nuova rete ospedaliera, dopo avere ascoltato le parti sociali e i rappresentanti delle categorie. Questo permetterà, dopo le stabilizzazioni e le mobilità che l’assessore ha attivato anche nella nostra Asp, di riaprire concorsi e dare finalmente serenità e prospettiva a tutto il comparto. Il decreto Balduzzi – aggiunge – ci obbliga a determinate scelte, che subiamo e per le quali abbiamo chiesto di intervenire con una proroga dell’entrata in vigore della rete per consentire al nuovo governo di compiere valutazioni anche sulla modifica della normativa nazionale.

Se poi si considera che ad ogni intervento proprio l’Assessore Razza ha detto che la bozza in discussione è in via di definizione e terrà conto di tutte le indicazioni provenienti dai territori e dalle parti sociali, davvero tutte queste polemiche appaiono del tutto pretestuose. La verità è che il nuovo documento prevede più unità, più posti letto e reparti anche e soprattutto in quegli ospedali periferici da Sciacca, Licata a Canicattì, trascurati ed abbandonati dalla politica degli ultimi dieci anni. E io immagino che ai cittadini interessi di più avere a disposizione oltre cento  nuovi posti letto rispetto a quelli esistenti, nuovi reparti, piuttosto che vedere qualche responsabile di servizio guadagnare di più facendo il primario. Monitoreremo che la qualità del servizio sanitario per i pazienti vada migliorando fino a diventare una eccellenza.  Avevamo promesso con il Presidente Musumeci maggiore attenzione a tutti i territori e così sarà”, conclude la Savarino.