Migranti, #MagliettaRossa per chiedere all’Ue accoglienza e solidarietà anche ad Agrigento

Agrigento risponde all’appello di Libera, Legambiente, Arci e ANPI,  e insieme ai Laici Missionari Comboniani, alla Cgil, ai presidi di Libera “Vincenzo Mulé” di Raffadali e “Graziella Campagna” di Santa Elisabetta, al circolo Arci “John Belushi”, al circolo “Rabat” di Legambiente e a tanti altri, si vestirà di rosso per chiedere all’Europa un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. L’appello (che riportiamo sotto) invita i cittadini a fermarsi sabato 7 luglio e indossare  una maglietta rossa, come quella dei tanti bambini che muoiono nel Mediterraneo, di fronte all’Europa che «gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà». Contro quella che i promotori hanno definito “emorragia di umanità” anche ad Agrigento si scenderà per strada per chiedere “un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà”.

 

PROGRAMMA

Partenza ore 18.00 da Piazza Municipio, attraversamento via Atenea, deviazione per passaggio davanti la Prefettura, proseguimento fino a Piazza Stazione. Sarà anche l’occasione per ricevere maggiori informazioni sui motivi che animano l’iniziativa e rilanciare la raccolta di firme http://www.welcomingeurope.it

“Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.

Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini

Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera e Gruppo Abele

Francesco Viviano, giornalista

Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente

Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI”.