No trivelle alla foce del Platani, interpellanza di Fava all’assessore Cordaro

Il coordinamento provinciale di Articolo Uno-MDP ha chiesto all’on. Caludio Fava-“Centopassi per la Sicilia- di presentare all’Ars la seguente interpellanza rivolta all’assessore regionale Territorio Ambiente. “L’interpellanza – spiega in una nota l’ex deputato Angelo Capodicasa – mira a sollevare in sede parlamentare il problema del permesso di ricerca di giacimenti di sali alcalini e potassici nella valle del Platani, al confine tra i territori del Comune di Cattolica Eraclea e Ribera, presentata da una società di Ricerche minerarie di Perugia”. L’interpellanza è stata presentata nella giornata di ieri.

Interpellanza all’Assessore regionale Territorio e Ambiente

Premesso:

-che la Società “General Mining Research Italy srl” di Perugia, ai fini di assoggettabilità a VIA ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs 152/06, ha presentato a codesto Assessorato una richiesta di “Permesso di ricerca per Sali potassici e alcalini” denominato “Eraclea” che interessa il territorio del Comune di Ribera e di Cattolica Eraclea in prov. di Agrigento;

-che nel programma delle indagini, ricavabile dalla “sintesi non tecnica” dello studio preliminare ambientale, é prevista la “realizzazione di n* 1 o 2 perforazioni di ricerca” che al contrario di quanto si afferma nello studio preliminare, rappresentano una metodologia di ricerca alquanto invasiva;

-che l’area interessata dalla richiesta del permesso di ricerca si presenta, a giudizio di autorevoli geologi e studiosi, come un delicatissimo equilibrio suolo-sottosuolo che ha preservato nel tempo i giacimenti salini da fenomeni di erosione e subsidenze dovuti alla infiltrazione di acque superficiali e sotterranee;

-che la porzione di territorio interessato dalle ricerche è ricompreso all’interno della pianura alluvionale del fiume Platani caratterizzata, come è stato sottolineato dai tecnici del Comune di Cattolica Eraclea, “da un sistema acquifero complesso che si sviluppa su vari livelli ed é caratterizzato da più corpi idrici sovrapposti ma separati idraulicamente da livelli argillosi impermeabili interposti. Nello specifico trattasi di falde acquifere superficiali, caratterizzate da elevata salinità per la loro interconnessione con l’alveo del fiume Platani (dove scorrono acque salate) e falde acquifere profonde, alimentate dalle acque meteoriche che dagli affioramenti rocciosi posti ai margini della pianura alluvionale.”;

-che proprio a causa di questo complesso sistema, in esito alle trivellazioni, potrebbe risultare compromesso questo delicato equilibrio idrogeologico delle falde rischiando di “mettere in collegamento gli acquiferi superficiali caratterizzati da livelli molto elevati di salinità, con quelli profondi meno salati ed utilizzati o utilizzabili per attività umane, agricole e pastorizie e per le produzioni pregiate (aranceti, vigneti, uliveti pescheti, ecc) che insistono in quel territorio;

-che, inoltre, l’area su cui insisterebbero le attività di trivellazione è interessata da un regime vincolistico diversificato per la valenza paesaggistica, naturalistica ed ambientale;

-che, in particolare, ricadono su quel territorio:
1) vincolo idrogeologico della Regione ex R.D. n.3267 30/12/1923 e R.D. n.1126 16/5/1926-
2) Norme di salvaguardia del Piano Paesaggistico provinciale con tutela di livello 2 e 3, che fa divieto di effettuare trivellazioni, asportare rocce, minerali e reperti di qualsiasi natura, effettuare movimenti terra che trasformino i caratteri morfologici e paesaggistici;
3) vincolo forestale su alcune aree interessate, ai sensi del D.lgs. 227/01 a causa di “corridoi ecologici di importanza naturalistica ed ecosistemica la cui salvaguardia permette la conservazione degli habitat e delle specie presenti”;
4) vincolo paesaggistico ai sensi del Codice dei BBCC ex art. 142 del D.lgs. 42/2004 a garanzia della fascia di rispetto di 150 m. del fiume Platani e dei suoi affluenti;
5) vincolo idrogeologico derivante dal Piano per l’Assetto idrogeologico (PAI) con pericolosità 2 e quindi non idoneo ad accogliere siti di estrazione mineraria;
6) estrema prossimità alle riserve naturali ed all’area S.I.C. “Foce del Fiume Platani, foce del fiume Magazzolo, Capo Bianco, Torre Salsa” che costituiscono un’area protetta di rilevante importanza e dell’Oasi naturalistica individuata nel lago artificiale denominato “Gorgo” che oggi è diventato un luogo di svernamento e stazionamento di diverse specie di volatili, ubicato nel limitrofo territorio del Comune di Montallegro;

-che, inoltre, le previsioni del nuovo PRG del comune di Cattolica E. in fase di approvazione dal CRU, proprio nell’area interessata dalle ricerche ha previsto l’allocazione di alcune attività turistiche-ricettive, commerciali e residenziali che in modo compatibile con le caratteristiche dei luoghi, possono creare sviluppo e dare lavoro;

-che la zona suddetta è interessata, altresì, da colture intensive di alta qualità tra le quali spiccano per importanza economica e commerciale l’Arancia di Ribera, vigneti ed uliveti che rientrano nella DOP (denominazione di origine protetta) e nella IGP (indicazione geografica protetta);

– che il territorio di Cattolica nella zona a monte é stato già interessato da attività estrattive minerarie oggi abbandonate a causa di fenomeni di crollo, subsidenze e frane che ne hanno compromesso lo sfruttamento;
– Che, in ogni caso, viste le dimensioni del giacimento di sali che si presume esista in quel territorio, sarebbe opportuno, eventualmente, svolgere attività di ricerca in altre località distanti e tali da non interferire con le vocazioni culturali, turistiche e produttive della zona;
– Che i consigli comunali dei comuni interessati hanno preso decisamente una posizione contraria, evidenziando i rischi ambientali, paesaggistici, idrogeologici e turistici, che tali attività di ricerca comporterebbero anche in considerazione della prossimità della zona individuata con l’area archeologica di Eraclea Minoa ed il suo litorale;
– Che altrettanto hanno fatto le associazioni ambientaliste ed alcune associazioni culturali oltre a rappresentanti politici ed istituzionali;

Si interroga la S.V. per sapere:
-se é a conoscenza di quanto sopra riportato;
-se non ritenga di dovere approfondire l’argomento per prendere conoscenza diretta del problema;
-se non ritenga di convenire con le istituzioni interessate e i rappresentanti delle associazioni di negare il permesso di ricerca richiesto dalla Società “General Mining Research Italy srl” di Perugia.

5/7/2018

Claudio Fava