Vigne attaccate dalla peronospera da Cattolica Eraclea a Sambuca di Sicilia

Attacco di peronospora alle vigne anche in territorio di Cattolica Eraclea. A documentarlo, con alcune foto pubblicate su Facebook, l’enologo Martino Costanza, che spiega: “Dal territorio cattolicense attacco di peronospera a mosaico su foglie di vite. Perdita anche di uva per peronospera larvata”. A lanciare l’allarme peronospora, nei giorni scorsi, due sindaci della Valle del Belìce, quelli di Sambuca di Sicilia e di Montevago, rispettivamente Leo Ciaccio e Margherita La Rocca, che chiedono alla Regione il riconoscimento dello stato di calamita naturale. Pare che molte altre siano le zone colpite, non solo nell’Agrigentino ma in tutta la Sicilia.

Montevago – L’amministrazione comunale presieduta dal sindaco Margherita La Rocca Ruvolo, con un avviso pubblico, invita gli imprenditori e gli operatori del settore vitivinicolo del comune di Montevago a segnalare tempestivamente i danni subiti dai loro vigneti a seguito del propagarsi di un aggressivo attacco di peronospora, determinato dalle forti e copiose piogge registrate nel mese di giugno 2018. Le eventuali segnalazioni, indirizzate al sindaco e al responsabile del settore Affari generali e Manutenzioni, potranno essere inviate a mezzo email, pec, fax o consegnate brevi mano al protocollo dell’ente. Questi i contatti: protocollo@comune.montevago.ag.it; protocollo.montevago@pec.it, fax 092538698. Dopo aver raccolto le segnalazioni il comune di Montevago inoltrerà alla Regione Siciliana la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale.

Sambuca di Sicilia – «Un violento attacco di peronospora con danni quantificabili, secondo una prima approssimativa stima, superiori al 50 per cento, con punte che sfiorano il 100 per cento con conseguente compromissione dell’annata agraria ed effetti devastanti su tutta l’economia del comparto». È il quadro del settore vitivinicolo nei Comuni di Sambuca, Santa Margherita Belice e Contessa Entellina tracciato dal sindaco di Sambuca, Leo Ciaccio, nella richiesta avanzata alla Regione per sollecitare il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Ciaccio parla di danni non inferiori a 2 milioni di euro nel solo Comune di sambuca e nella richiesta trasmessa all’assessorato regionale all’Agricoltura scrive – come riporta il Giornale di Sicilia – che «le perduranti piogge avvenute nella seconda metà del mese di giugno 2018 hanno provocato danni ingenti alle aziende agricole e agli imprenditori economici che operano nel settore vitivinicolo».

In particolare, a determinare il «violento attacco di peronospora», sono state, secondo il sindaco di Sambuca, «le ripetute piogge con il conseguente impedimento all’accesso dei mezzi agricoli nei campi per i trattamenti anti-crittogamici, abbinati a picchi di temperatura con incremento dell’umidità relativa». Per Ciaccio la Regione deve «porre in essere tutte le procedure atte al riconoscimento dello stato di calamità naturale con conseguente richiesta di aiuti economici per il settore agricolo già particolarmente in crisi». Ciaccio si mostra molto preoccupato per l’attacco di questo fungo microscopico, perlopiù parassita delle piante, alle quali procura una sorta di muffa biancastra o grigia sulla pagina inferiore delle foglie. «Quest’anno – afferma il sindaco Ciaccio – si perde oltre il 50 per cento del prodotto, in particolare nella zona bassa, quella del Lago Arancio, e di non fare vendemmia. È per questo che chiediamo alla Regione di fare subito una verifica e riconoscere ai produttori ed agli operatori economici, come le cantine, una parte del danno anche con fondi europei.

A mia memoria un problema così grave per il settore vitivinicolo non c’era mai stato. Gli sbalzi climatici, nella maturazione post fioritura, hanno causato danni irreparabili. La pioggia e le temperature ballerine hanno fatto tutto il resto. La parte più vicina al Lago, dove c’è maggiore umidità nelle ore della sera, è quella maggiormente danneggiata». Il Sias della Regione Siciliana nel bollettino di difesa fitosanitaria del 2 luglio scorso ha scritto, per i vigneti, che «continua la fase di ingrossamento degli acini. Dopo le piogge della settimana trascorsa si prevede un periodo di stabilità con temperature in rialzo. Le piogge, che in alcune località sono state piuttosto intense, aumentano in modo consistente il pericolo di infezioni dovute ad agenti fungini come oidio, in particolare, e Peronospora, soprattutto nei vigneti dove negli anni precedenti si sono già verificati attacchi e quindi la carica di inoculo delle spore è molto alta. Per questo motivo è consigliabile intervenire con prodotti di copertura o sistemici, a seconda delle scelte aziendali. In particolare nei vigneti a conduzione biologica e per le varietà più precoci la difesa contro le patologie fungine deve essere preventiva con prodotti di copertura quali sali di rame e zolfo bagnabile e gli interventi ripetuti dopo ogni pioggia, rispettando il limite numerico ammesso. Qualsiasi tipo d’intervento deve essere effettuato nelle ore più fresche della giornata e in assenza di vento. La generazione che si è avuta sui fiori di questa farfallina crea in genere danni trascurabili – aggiunge il bollettino Sias – ma condiziona lo sviluppo della seconda generazione che vive a spese degli acini provocando danni consistenti».