Bovo Marina, ”salvato” dal Tar anche il quarto chiosco

Rimarrà aperto per la stagione balneare in corso anche il quarto chiosco sulla spiaggia di Bovo Marina. Lo ha deciso il Tar accogliendo il ricorso del proprietario contro l’ordinanza di messa in pristino dei luoghi emessa dalla Soprintendenza dei beni culturali e ambientali di Agrigento. La stessa decisione è stata assunta dai giudici amministrativi già nei mesi scorsi a proposito degli altri tre chioschi presenti nella località balneare di Montallegro. Il signor G.M., ventottenne montallegrese, è il titolare del chiosco balneare in questione, un’attività commerciale a carattere stagionale per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande sulla spiaggia di Bovo Marina, che si trova tra Eraclea Minoa e Torre Salsa. Il chiosco è stato oggetto di diverse concessioni demaniali rilasciate ai proprietari che si sono succeduti nel tempo. Originariamente era stata rilasciata la concessione demaniale marittima n. 265 del 2007 in favore del signor G.V. che aveva ottenuto il nulla osta della Soprintendenza di Agrigento e la formale attestazione del comune di Montallegro sulla conformità dello stabilimento balneare al progetto approvato.

Poi ci sono stati una serie di passaggi di proprietà: il vecchio proprietario ha ceduto il chiosco in questione al signor Q.V. , che a sua volta lo ha ceduto ad A.G.. A quest’ultimo, a seguito di apposita istanza di sub ingresso, l’Arta  ha rilasciato la concessione demaniale, quindi subentrava nella titolarità di tutti i rapporti giuridici. Infine, si arriva all’attuale proprietario: nel 2016 A.G. ha ceduto a G.M. lo stabilimento balneare e tutti i titoli ad esso afferenti, comprese le relative concessioni demaniali e i titoli edilizi. La Soprintendenza di Agrigento, però, sostenendo che lo stabilimento in questione risultava privo dell’autorizzazione paesaggistica, ha disposto un’ordinanza di remissione in pristino dei luoghi. Ma il proprietario, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò, ha proposto un ricorso giurisdizionale contro la Soprintendenza, per l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza. In particolare gli avvocati Rubino e Airò hanno “censurato il provvedimento impugnato sotto il profilo – spiegano – della violazione di legge e dell’eccesso di potere, atteso che, per effetto di alcuni decreti assessoriali dell’assessorato regionale al Territorio è stato previsto il rinnovo d’ufficio delle concessioni demaniali marittime fino al 2020, e che, per effetto di alcune circolari dell’assessorato regionale dei Beni culturali, l’autorizzazione paesaggistica ha validità pari a quella del titolo concessorio. Pertanto l’efficacia dell’autorizzazione ambientale in questione doveva ritenersi prorogata fino al 2020”.

Si è costituita in giudizio la Soprintendenza dei beni culturali e ambientali di Agrigento, con il patrocinio dell’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso. La prima sezione Tar di Palermo (presidente Calogero Ferlisi, relatore Aurora Lento), ritenendo fondate le censure formulate dagli avvocati Rubino e Airò, ha accolto il ricorso annullando il provvedimento impugnato. Pertanto, per effetto della sentenza resa dal Tar, il chiosco in questione resterà aperto nel corso della stagione balneare in corso, così come accaduto per gli altri tre chioschi “salvati” dal Tar con sentenze analoghe depositate nei mesi scorsi.