False assunzioni migranti per permessi soggiorno, 10 misure cautelari tra Palermo e Trapani

Commercialisti, titolari di centri di assistenza fiscale avrebbero inoltrato, nell’ultimo triennio, numerose istanze all’ufficio immigrazione della questura di Palermo per il rinnovo o l’ottenimento del permesso di soggiorno di extracomunitari supportandole con false dichiarazioni fiscali e fittizie assunzioni. L’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è stata quindi contestata a 18 indagati (9 ai domiciliari, uno con divieto di dimora, 8 non sono stati colpiti da misure cautelari) dopo un’inchiesta durata 2 anni di Guardia di Finanza e Polizia di Stato che hanno scoperto il gruppo criminale che operava tra Palermo e la provincia di Trapani. Nell’inchiesta è finito anche Thayaraj Arulnesan, componente della consulta delle culture del comune di Palermo, titolare di un Caf: per lui il gip ha disposto il divieto di dimora a Palermo e obbligo di presentazione all’ufficio immigrazione della questura per tre giorni a settimana. C’è anche un poliziotto, Salvatore Giacobbe, finito ai domiciliari, tra gli indagati. Giacobbe, distaccato in prefettura, utilizzava le sue ”entrature” a favore dell’organizzazione che falsificava redditi e assunzioni per fare avere permessi di soggiorno ad extracomunitari, è marito della titolare di un Caf di Castelvetrano (Tp). Anche lui è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di violazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero.