Cianciana, 8 impiegati comunali rinviati a giudizio per assenteismo

Durante l’orario di lavoro si sarebbero assentati, alcune ora che sarebbero state rilevate in un periodo, oggetto delle indagini svolte dai carabinieri, compreso tra maggio e giugno del 2017. A distanza di un anno il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, Rosario Di Gioia, come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero, Carlo Boranga, nei confronti di otto dipendenti del Comune di Cianciana. Le indagini, dalle quali è scaturito il procedimento sono state svolte dai carabinieri della compagnia di Cammarata e della stazione di Cianciana. Coinvolti nelle indagini Salvatore Campisi, di 63 anni; Giuseppe Sanzeri, di 52; Domenico Piazza, di 66; Salvatore Lo Monaco, di 63; Antonino Montalbano, di 61; Giovanni Battista Piazza, di 50; Maria Rosa Lo Bue, di 52; Salvatore Re, di 66. Le indagini, coordinate dal sostituto Carlo Boranga, avrebbero consentito, secondo la procura, per ognuno dei dipendenti di ricostruire le condotte contestate. Salvatore Campisi, nella qualità di comandante della Polizia municipale, secondo l’accusa avrebbe attestato falsamente la propria presenza in servizio tramite la strisciatura del badge nell’apparecchio marcatempo non svolgendo, però, attività attinente alle proprie mansioni per 5 ore e 56 minuti. Per Giuseppe Sanzeri, funzionario presso l’ufficio tecnico del Comune, la contestazione riguarda, invece, 5 ore e 25 minuti; Domenico Piazza, istruttore amministrativo presso l’ufficio Commercio, 8 ore e 16 minuti; Salvatore Lo Monaco, funzionario dell’ufficio Tecnico, 4 ore e 40 minuti; Antonino Montalbano, aiuto fontaniere, 14 ore e 2 minuti; Giovanni Battista Piazza, custode del campo di calcetto, 8 ore e 26 minuti. Per Maria Rosa Lo Bue, vigile urbano, la vicenda riguarda un periodo compreso tra maggio e settembre del 2017 in alcune giornate di sabato e per complessive 5 ore e 19 minuti. Infine, per Salvatore Re, vice segretario comunale, secondo le indagini, in otto giornate, tutte nel mese di maggio del 2017, 4 ore e 4 minuti. I carabinieri nel corso delle indagini hanno proceduto a visionare le immagini di due telecamere che erano state nascoste. Ma la vicenda, che sarà oggetto di approfondimento dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, con la prima udienza fissata per il 25 ottobre prossimo, per le difese porterà al riconoscimento di una condotta che ha rispettato le regole da parte dei dipendenti. Gli avvocati che hanno discusso in sede di udienza preliminare, infatti, avevano chiesto il non luogo. In particolare, per alcune delle vicende, si sarebbe fatto rilevare che dipendenti avrebbero svolto servizi esterni all’attività all’interno del municipio, ma sempre per svolgere un servizio per l’ente. Il pubblico ministero, invece, aveva insistito nella richiesta di rinvio a giudizio. Sono impegnati nel processo gli avvocati Domenico Cicchirillo, Carla D’Angelo, Rossana Avanzato, Lucia Borsellino, Giorgio Musso, Giuseppe e Sergio Vaccaro. La Procura della Repubblica di Sciacca da un anno a questa parte ha coordinato diverse iniziative, affidate ai carabinieri e alla guardia di finanza, riguardanti i controlli sulla presenza di dipendenti in uffici pubblici. In particolare, sono stati effettuati accertamenti nelle strutture sanitarie di Ribera e al Comune di Villafranca Sicula.