Danno erariale al comune di Porto Empedocle, assolto il sindaco agrigentino Lillo Firetto

La violazione della legge c’è stata ma nessuna prova del danno erariale da 3 milioni di euro nei confronti del ministero dell’Economia e del Comune di Porto Empedocle per l’utilizzo improprio delle anticipazioni ottenute nel 2014. E neppure che la condotta dell’ex sindaco sia tra le cause del successivo dissesto finanziario. La Sezione giurisdizionale della Corte dei conti assolve l’ex primo cittadino, ora alla guida del Comune di Agrigento, Calogero Firetto, e il responsabile del Settore economico-finanziario, Salvatore Alesci. E respinge la richiesta di applicare al sindaco l’interdizione dai pubblici uffici che ne avrebbe causato automaticamente la decadenza dalla carica nel capoluogo. Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, la sentenza è stata depositata ieri mattina, quasi cinque mesi dopo la camera di consiglio che si era tenuta il 28 febbraio. Dalla lettura delle motivazioni traspare la possibilità che la vicenda non si chiuda qui. «Lo scenario emerso dagli atti del presente giudizio – scrive il relatore Paolo Gargiulo – presenta una amministrazione comunale interessata da una seria situazione di criticità finanziaria per far fronte alla quale è intervenuto un efficace strumento di sostegno da parte della finanza statale, l’anticipazione di liquidità». Poi l’affondo: «Dallo stesso scenario emerge, però, anche la presenza di una gestione di tale strumento di sostegno in cui non appare marginale la violazione delle regole imposte per il suo utilizzo, incluse quelle relative a taluni obblighi di comunicazione e di pubblicità, rispetto alla quale la reazione dell’ordinamento potrà eventualmente impegnare diversi profili di responsabilità, ma non quella per danno erariale».

Tre le poste di danno imputate a Firetto e Alesci. La più consistente, 2 milioni e 904 mila euro, è costituita da fondi statali utilizzati impropriamente o rimasti inutilizzati che, secondo la procura contabile, costituiva danno erariale per il Ministero dell’ecenomia. Tesi respinta dal collegio giudicante secondo cui «nel caso di specie, il danno non può essere automaticamente individuato nella mera violazione delle regole poste per l’utilizzo dell’anticipazione di liquidità». La seconda riguardava il Comune e, in particolare, «la spesa per interessi sostenuta e da sostenere per l’ammortamento pluriennale dell’anticipazione di liquidità ottenuta» per 132.735 euro. «Anche in questo caso – si legge nelle motivazioni – il danno non può essere automaticamente ritenuto corrispondente alla spesa per interessi relativa all’ammortamento di quella parte dell’anticipazione di liquidità utilizzata impropriamente, ma dovrà essere individuato, caso per caso». Solo per Firetto, infine, la procura aveva chiesto di applicare la sanzione dell’interdizione dai pubblici uffici e un’ammenda di 46 mila euro ritenendo la sua condotta «tra le varie cause del dissesto del Comune di Porto Empedocle accertate dagli organi di controllo e di revisione». Richiesta respinta dal collegio giudicante secondo il quale la posizione dell’allora sindaco sarebbe stata «confinata entro l’area, sua propria, della funzione di indirizzo politico, esercitata con la sottoscrizione delle domande per l’ottenimento dell’anticipazione di liquidità, sulla base degli elementi tecnici forniti dal responsabile del Servizio finanziario, anch’egli sottoscrittore delle stesse».