Rifiuti in Sicilia, Tar sospende ordinanza Regione che imponeva ai comuni conferimento all’estero

L’ordinanza del governo Musumeci che imponeva ai comuni di conferire i rifiuti all’estero se non raggiungevano il 30% di differenziata è stata sospesa dal Tar di Palermo. Il primo round dello scontro tra i sindaci e il governo Musumeci va ai primi cittadini. Il presidente del Tribunale amministrativo Calogero Ferlisi ha accolto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza Musumeci presentata dai sindaci di Palermo e Catania. Secondo l’ordinanza gli accordi andavano firmati entro il 31 luglio pena la decadenza di sindaci e giunte. Come riporta l’Ansa, i sindaci, e l’Anci in generale, chiedono più tempo per firmare accordi per l’invio fuori regione dell’immondizia e contestano l’obbligo di dover firmare contratti con le quattro società individuate dalla Regione senza gara ma con un semplice avviso: si tratta di una ditta di Bolzano, della D’Angelo di Trapani, della Tech servizi di Floridia e della Sicula trasporti di Lentini.

Giampiero Trizzino (M5s): spettro di nuova emergenza rifiuti durante l’estate

“Il tentativo di Musumeci di scaricare sui sindaci il grave fardello degli oneri per spedire i rifiuti all’estero è stato pesantemente bocciato dal Tribunale Amministrativo. Sebbene si tratti solo di una sospensiva è un segnale pesantissimo per Musumeci e soci. I cittadini non possono essere l’anello debole di una catena che ha arricchito i soliti noti”. A dichiararlo sono i componenti della Commissione Ambiente dell’Ars Giampiero Trizzino, Stefania Campo, Nuccio Di Paola e Valentina Palmeri in merito alla richiesta, accolta dal Tribunale Amministrativo da parte dei sindaci di Palermo e Catania, contro l’obbligo di firmare accordi con le ditte entro il 31 luglio, per il trasporto dei rifiuti fuori regione. “Come abbiamo più volte denunciato – spiega Giampiero Trizzino – l’ordinanza di Musumeci, non stava né in cielo né in terra. Anche il fatto di costringere i sindaci siciliani a sottoscrivere accordi con quattro società private, individuate senza alcun bando ma con un semplice avviso, risultava una soluzione alquanto nebulosa. Tra queste aziende peraltro, alcune di esse risultano coinvolte in pesanti inchieste giudiziarie per irregolarità gestionali e ambientali. Altra nota a nostro avviso tutt’altro che chiara è che alcune di queste, si occupano anche di smaltimento di rifiuti e ora avrebbero dovuto occuparsi del trasporto fuori dalla regione. Un business a quanto pare ereditario per poche aziende ‘elette’. Con la sospensiva i nodi vengono al pettine e Musumeci, dovrà trovare una soluzione per la grande mole di rifiuti che sarebbero dovuti partire e che adesso andranno smaltiti durante il periodo del gran caldo estivo, – conclude Trizzino – con la possibilità di una nuova emergenza”.