Mafia, Musumeci: “Il sacrifici di Chinnici eredità di tutti”

«Rocco Chinnici rappresenta una pietra miliare nella storia della lotta alla mafia, sia per le tecniche investigative adottate, che per la lungimiranza nel creare un pool specializzato nelle indagini. Il suo sacrificio va ricordato per rinnovare l’impegno di tutti a non abbassare mai la guardia contro ogni forma di malaffare». Lo afferma, in una nota, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in occasione del 35mo anniversario della strage nella quale persero la vita il giudice istruttore Rocco Chinnici, i carabinieri di scorta, il maresciallo Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, e il portiere del condominio, Stefano Li Sacchi.

A Palermo, oggi alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Giovanni NISTRI, in via Pipitone Federico, è stata deposta nel luogo dell’eccidio, alla presenza del Prefetto di Palermo dott.ssa Antonella De Miro e del sindaco di Palermo Prof. Leoluca Orlando, dei familiari delle vittime e di numerose autorità civili e militari, una corona d’alloro per ricordare il 35° anniversario della strage in cui persero la vita il Giudice Rocco CHINNICI, i Carabinieri di scorta, Maresciallo Ordinario Mario TRAPASSI e Appuntato Scelto Salvatore BARTOLOTTA, e il portiere dello stabile Stefano LI SACCHI. Alle successive ore 10:00, è stata celebrata la Santa Messa nella chiesa di San Giacomo dei Militari ubicata all’interno della Caserma “C. A. Dalla Chiesa”, sede del Comando Legione Carabinieri Sicilia.

Dopo gli interventi dell’Avv. Giovanni Chinnici, della dott.ssa Anna Maria Palma Guarnier, del dott. Matteo Frasca e della dott.ssa Caterina Chinnici, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri ha affettuosamente e calorosamente salutato i familiari delle vittime presenti. “I due Carabinieri, vittime della strage di via Pipitone sono stati accomunati dalla coerenza con la scelta fatta quando avevano 20 anni, che poi hanno portato avanti scegliendo di fare i Carabinieri, e dalla consapevolezza dei doveri derivanti da tale scelta”. Ha voluto aggiungere che: “commemorazione significa comunicare questa memoria e questo ricordo, perché il ricordo possa essere come il testimone che si usa nelle staffette, dove ha senso solo se non cade e viene afferrato da altri che continuano la corsa. Il senso della commemorazione è proprio il senso del passaggio di questo testimone, da chi ha fatto il proprio dovere a chi continuerà a farlo per rendere questi sacrifici un viatico per il futuro”. Ha concluso con la frase: “l’uso migliore della vita è di spenderla per qualcosa che duri più della vita stessa”. La cerimonia si è conclusa con il concerto tenuto da giovani musicisti del conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo.