Lega Navale Italiana di Agrigento: “Allarme foce del fiume Akragas, che fine hanno fatto gli uccelli?”

Riceviamo e pubblichiamo nota del presidente della Lega Navale Italiana di Agrigento Domenico Argento.
“La sede della Lega Navale Italiana si trova in prossimità della foce del fiume Akragas nell’edificio che gli agrigentini conoscono come ex Boccone del Povero- colonia estiva degli orfanelli. La zona da pochi anni è abitualmente frequentata da molte persone ed anche da famiglie con bambini che godono della presenza di una nutrita e varia avifauna, per lo più selvatica. Spontaneamente alcuni cittadini hanno dato inizio a questo genere di ripopolamento con l’introduzione di alcune coppie di oche e di anatre la cui proliferazione ha creato le condizioni per l’insediamento di svariate specie selvatiche .Si e’ determinato, così, l’habitat idoneo alla sosta di vari selvatici migratori, sia temporanei che nidificanti, trasformatisi nel tempo in stanziali.
Si può immaginare la gioia dei bambini che dal ponte sul fiume hanno preso l’abitudine di lanciare molliche e pezzetti di pane che vengono subito disputati dagli uccelli. I più abili, i gabbiani comuni, ne intercettano le traiettorie in aria fornendo un gradevole spettacolo acrobatico. Da molti giorni,però, degli uccelli non c’è più traccia e tutti noi della Lega Navale Italiana, e probabilmente anche i tanti frequentatori della zona, ci interroghiamo su che fine hanno fatto gli uccelli. Alcuni parlano di avvelenamento delle acque del fiume ,già oggetto di prelievi ed analisi per l’accertamento delle cause. Effettivamente, già nel 2014 è stato accertato che alcuni residenti nella zona scaricavano le fogne nel fiume Akragas. Si ha notizia che solo ora scattano le multe. Intanto, come è noto, dai primi giorni di luglio ci si è avveduti che nella zona della foce del fiume vi erano decine di uccelli morti o agonizzanti ed alle svariate segnalazioni dei cittadini e degli ambientalisti il Comune ha fatto seguito con accertamenti, anche con l’ausilio dei veterinari dell’ASP; in rapida successione si è rilevata la presenza di pesci morti.
Nel frattempo nessun provvedimento risulta sia stato preso dalle Autorità competenti, né è noto l’esito degli accertamenti già disposti; di fatto molte persone continuano a pescare nella zona della foce e del ponte sul fiume. Riteniamo sia doveroso, ed in caso di temuto od accertato pericolo per la salute pubblica, siano presi provvedimenti preceduti dall’immediata informazione dei Cittadini. Tornando all’avifauna ed alla auspicabile rinaturalizzazione della foce del fiume Akragas vorremmo sapere se , fatta salva la salubrità delle acque, si provvederà a ricreare le condizioni quo ante, che, senza alcuna spesa, avevano permesso la nascita di un’oasi naturalistica, ricchezza apprezzata da tutti i cittadini”.