Violato accesso chiuso per rischio crolli alla Scala dei Turchi, il sindaco: “Servirebbe l’Esercito”

“Per delimitare l’area a rischio crolli e consentire l’accesso alla Scala dei Turchi abbiamo realizzato un percorso alternativo e una staccionata in legno ricoperta da rete metallica, ma se la gente rompe la rete e attraversa la zona più pericolosa noi purtroppo non possiamo farci niente. Per gestire così tante persone in questa situazione ci vuole l’Esercito. I ragazzi del progetto civico fanno informazione sul posto ma non sono forze dell’ordine e non possono intervenire”. Lo ha detto il sindaco di Realmonte Lillo Zicari, al Giornale di Sicilia, a proposito delle polemiche sui social sul nuovo percorso e sul danneggiamento della staccionata che delimita l’area a rischio crollo sulla spiaggia accanto alla scogliera di marna chiusa ormai da diversi mesi.
In attesa che venga finanziato un progetto da 400 mila euro per la messa in sicurezza del costone roccioso, per aggirare l’ostacolo di due ordinanze che ne vietano la fruizione (una del sindaco e della Capitaneria di porto empodoclina) e garantire ai turisti di poter raggiungere la Scala dei Turchi durante la stagione estiva, l’amministrazione comunale ha realizzato un percorso che prevede il passaggio in acqua e poi su una pedana in legno di sette metri. Un percorso insolito che ha acceso il dibattito su Facebook.

Un video è stato pubblicato sul social network dal responsabile dell’associazione Mareamico Agrigento Claudio Lombardo: “Per colpa degli scarsi controlli tutti fanno di testa loro alla Scala dei Turchi”. Commenta Alessandra Latona: “Forse se avessero messo una passerella più decente non ci sarebbero queste infrazioni, è più pericoloso camminare via mare per raggiungere la passerella rischiando di scivolare in acqua che via terra. Io ci sono stata e assicuro che via mare non è proprio sicuro, molti turisti sono caduti in acqua rovinando macchine fotografiche ed effetti personali”. Secondo Pietro Caruana, ristoratore di Realmonte, “chiunque ha le sue colpe e le persone che vedono per la prima volta la Scala dei Turchi vanno via con un brutto ricordo. Fate qualcosa, basta accuse, serve collaborazione”. Così Giovanni Cutaia: “Ci sono stato, una situazione davvero allucinante. Un enorme afflusso di turisti, tutti fanno quello che vogliono. Il povero addetto al controllo da solo non riusciva proprio a starci dietro, rischiava il linciaggio ogni volta che cercava di far rispettare il minimo delle regole. Bisogna chiudere e recintare molto prima farla vedere da lontano e non far salire nessuno, così entro qualche anno sarà distrutta”.

Di diverso avviso il sindaco, che così replica: “Abbiamo realizzato un percorso alternativo ad hoc, ma ancora molte persone continuano a preferire l’altro percorso, rompendo la rete, nonostante il pericolo. Noi facciamo il possibile, ma ci vorrebbe l’Esercito per bloccare le molte persone che raggiungono la Scala dei Turchi. Abbiamo già riparato la rete due volte e lo faremo per tutto il mese di agosto ogni volta che sarà necessario. Il progetto iniziale era quello di sistemare una passerella di 50 metri, ma non ha avuto il via libera dalla Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali e quindi abbiamo studiato un’altra soluzione. E’ per noi importante consentire l’accesso alla Scala dei Turchi perché ormai è un simbolo, sempre di più i turisti che arrivano in Sicilia per vederla. Mi dicevano che ci sarebbe stato un calo drastico di turisti non sono a Realmonte, quindi abbiamo fatto di tutto per tenerla aperta”.