Sepolto a Cattolica Eraclea il tonno rosso ritrovato sulla spiaggia di Minoa

E’ stato rimosso dal litorale ieri stesso l’enorme tonno rosso rinvenuto sulla terza spiaggia di Eraclea Minoa con un grosso amo in bocca. La polizia municipale di Cattolica Eraclea, dopo aver avvertito il servizio veterinario dell’Asp di Agrigento, su ordinanza del sindaco Santino Borsellino, ha dato esecuzione all’ordinanza rimuovendo la carcassa e sotterrandola in località Greco Morto, sito geologicamente amorfo, con spargimento di calce viva a una profondità di due metri.

Il tonno rosso (Thunnus thynnus) è un grande pesce pelagico appartenente alla famiglia Scombridae. È conosciuto anche come tonno pinna blu. Questa specie è diffusa nelle acque tropicali, subtropicali e temperate dell’Oceano Atlantico, nel mar Mediterraneo e nel mar Nero meridionale. Non frequenta acque a temperature inferiori ai 10 °C. Frequenta soprattutto le acque al largo e si avvicina alle coste solo in determinati periodi dell’anno (diversi da luogo a luogo) ed in determinati punti, di solito nei pressi di isole o promontori. A causa della pesca intensiva è a rischio di estinzione e rientra nella lista rossa di Greenpeace, che segnala le specie marine più sensibili sconsigliandone il consumo.

Proprio nelle scorse settimane la Commissione europea ha aumentato le quote assegnate all’Italia per la pesca del tonno rosso per la campagna 2018. “Con riguardo specifico alla corrente campagna di pesca 2018 – come ha spiegato il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio – il contingente assegnato all’Italia è pari a 3.894,13 tonnellate, con un incremento rispetto al 2017, di circa 590 tonnellate”.

Un altro grande pesce, già in avanzato stato di decomposizione e ormai quasi ridotto in poltiglia, è stato avvistato nei giorni scorsi sulla battigia tra la scogliera di Capo Bianco e la foce del fiume Platani. Probabilmente si tratta di un balenottero o di uno squalo adulto, come quello che si è arenato lo scorso maggio sulla vicina spiaggia di Borgo Bonsignore “dopo un clamoroso combattimento mortale tra grandi predatori, avvenuto al largo dei nostri mari, un rarissimo caso, se non unico, in cui la vittima, invece che il pesce spada come avviene solitamente, è uno squalo di tre metri”, come ha documentato il responsabile scientifico del Wwf Sicilia Area Mediterranea, Mimmo Macaluso. dopo un accurato esame.