Turismo: irregolare 50% case vacanze, indagine della guardia di finanza

Una casa vacanza su due è stata affittata in maniera irregolare. E’ quanto emerge dai controlli effettuati dalla Guardia di Finanza sui proprietari di seconde e terze case nelle località balneari, di montagna e nelle città d’arte in tutta Italia, nell’ambito degli interventi predisposti in occasione dell’estate. I controllo hanno permesso di individuare anche duemila venditori abusivi, senza licenza o in nero, e oltre duemila lavoratori in nero o senza contratto. Scoperto anche un caso di caporalato a Verona. Passati al setaccio anche i distributori di carburante: uno su cinque è risultato irregolare. “Non si arresta il dilagare della piaga dell’abusivismo nel settore ricettivo” commenta Federalberghi. “Se rapportiamo il campione alla situazione generale – afferma Federalberghi – si ottiene la fotografia di un sistema che ha superato i livelli di guardia. Proprio in questi giorni, due istituti di ricerca indipendenti, l’italiano Incipit e lo statunitense Inside Airbnb, stanno scandagliando il web su incarico di Federalberghi, alla ricerca dei furbetti dell’appartamentino”.

Federalberghi: bene Gdf, abusivismo piaga da fermare

“Non si arresta il dilagare della piaga dell’abusivismo nel settore ricettivo”. E’ il commento di Federalberghi all’esito delle ultime indagini della Guardia di Finanza, rese note oggi, secondo cui “una casa vacanza su due è affittata in maniera irregolare”. “Se rapportiamo il campione alla situazione generale – afferma Federalberghi – si ottiene la fotografia di un sistema che ha superato i livelli di guardia. Proprio in questi giorni, due istituti di ricerca indipendenti, l’italiano Incipit e lo statunitense Inside Airbnb, stanno scandagliando il web su incarico di Federalberghi, alla ricerca dei furbetti dell’appartamentino”. “Se si considera che, durante la prima settimana di agosto, sul solo portale Airbnb, – spiega – erano disponibili più di 397.000 alloggi italiani, significa che oltre 200.000 host stanno esercitando la propria attività in nero, arricchendosi indebitamente alle spalle degli operatori onesti (concorrenza sleale), dei lavoratori (lavoro nero), dello Stato (evasione fiscale), della comunità locale (pressione sul mercato dell’edilizia abitativa, spopolamento dei centri storici, evasione dell’imposta di soggiorno e degli altri tributi locali), e spesso mettendo a rischio la sicurezza dei turisti (mancato rispetto delle norme di igiene e sicurezza)”.