Disabili, no del M5s al decreto Musumeci: “Manca certezza delle somme disponibili”

“Un decreto manifesto che scontenta praticamente tutte le associazioni. Manca la certezza delle somme disponibili, che, ne siamo sicuri, non basteranno. Disabili trattati ancora una volta a pesci in faccia, a queste condizioni non potevamo che votare no”. È questo il commento dei componenti 5stelle della commissione salute dell’Ars al loro voto negativo al parere sul decreto del presidente della Regione sui disabili, previsto dall’articolo 30 della legge di stabilità.
“La maggioranza rinnovata di centro destra col Pd – dicono Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca – ha avallato un documento che non garantisce per nulla i disabili, anzi li scontenta praticamente tutti, visto che la stragrande maggioranza delle loro richieste è rimasta lettera morta. Nell’atto di Musumeci non c’e certezza sulle somme da destinare ai disabili, che sicuramente non potranno essere tutti garantiti e la conferma ci è praticamente arrivata da un documento del ragioniere generale della Regione, Giovanni Bologna, letto in commissione, che quasi certificava l’inconsistenza di alcune somme, o quantomeno ne metteva fortemente in dubbio la reperibilità, affidando le speranze e le indifferibili esigenze di questi pazienti a frasi al condizionale che fanno a pugni con le certezze di cui i disabili hanno bisogno. Abbiamo chiesto l’audizione di Bologna in commissione, ma la nostra richiesta non è stata accolta”.
Unica nota positiva della giornata l’inserimento nella risoluzione approvata dalla commissione di alcuni punti suggeriti dal M5S, tra i quali una migliore definizione della persona con disabilità psichica. “Con questa aggiunta – afferma la capogruppo Valentina Zafarana – si consentono interventi terapeutici basati sul Piano terapeutico individualizzato, che garantiscono, nell’offerta sanitaria verso i disabili pscichici, portatori di bisogni complessi, soluzioni che che solo in alcuni casi vengono soddisfatte dalle comunità alloggio, che costituiscono comunque un’importante risorsa per la salute mentale. I progetti strutturati dai dipartimenti salute mentale saranno mirati alla sempre maggiore autonomia personale della persona e, ove possibile, alla inclusione lavorativa”.